Come se ogni denuncia, ogni foto, ogni grido d'allarme non fossero già stati sbattuti in prima pagina, grazie a Dio, dai giornali nostri, nazionali e locali. E non per suicida masochismo: per salvarla, Venezia. Certo, non è la prima volta. Basti ricordare il fastidio che per anni manifestarono i politici veneziani, dediti a spazzar la polvere sotto il tappeto, davanti alle intemerate del «foresto» Indro Montanelli, querelato per aver annunciato ad alta voce ciò che poi sarebbe successo. Ricorderà cinque anni prima di andarsene: «Come scrissi in tempi lontani, e come ormai mi sono stancato di ripetere, Venezia non aveva, per restare Venezia, che una scelta: mettersi sotto la sovranità ed il patronato dell'Onu per riceverne il trattamento, che certamente le sarebbe stato accordato, dovuto al più prezioso diadema di una civiltà non italiana, quale la Serenissima mai fu né mai si sentì, ma europea e cristiana, intesa unicamente alla conservazione di se stessa, quale tutto il mondo civile la vorrebbe». Macché, sordità totale. «Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi: un turismo di massa con la merenda al sacco, che fa i suoi bisogni sotto i loggiati». Lo scriveva nel 1996. Odiava Venezia? O al contrario la amava disperatamente come solo gli amanti col cuore spezzato sanno amare? E Lisa Gerard-Sharp, l'inviata del National Geographic che un anno fa si chiese se «chi come me ama Venezia con coscienza, ha il diritto di incoraggiare altri a visitarla?». Scrisse: «Noi turisti siamo così "tossici" che sarebbe meglio rimanere a casa e cenare da "Pizza Express" dove i proventi della pizza Veneziana sostengono i restauri di Venice in Peril». «Attaccava» Venezia o puntava a salvarla? Evviva il turismo, ma farsene travolgere è folle. Tutti i giorni che Dio manda in terra l'antica farmacia di Andrea Morelli, in campo San Bartolomeo, aggiorna un pannello luminoso coi dati dell'anagrafe. Una missione civile. Ieri i residenti del cuore cittadino erano scesi a 54.579. E molti, potete scommetterci, sono residenti solo fittizi perché costretti a rispettare le regole dei BB. Che raccolgono milioni e milioni di visitatori ammucchiati sfatti nell'afa. I quali possono contare su nove bagni pubblici nella città serenissima più uno a Torcello, uno a Murano, uno a Burano. Totale dodici. Per 28 milioni di turisti l'anno che nel 2017 potrebbero crescere ancora. E tutti i giorni il nostro Corriere del Veneto , il Gazzettino , la Nuova Venezia , documentano con foto, video, articoli il progressivo degrado. Ragazzotti che fanno il bagno smutandati nei canali, poppute cortigiane slave in finto costume settecentesco che adescano i passanti «vieni bello fare foto!», venditori di cianfrusaglie cinesi «made in Venice», signore disinibite evacuanti nei canali o addirittura sul pavimento di una enoteca, ciccioni desnudi che solcano la folla con la panza a prua, ingorghi di motoscafi e gondole e vaporetti, cataste di spazzatura sfuggite alla raccolta di trenta metri cubi quotidiani di «scoasse»... «Che resti tra noi», intimava il titolo di un film francese di una ventina d'anni fa. E «resti tra noi» pare l'ordine di servizio lanciato da chi crede che l'«immagine» e la realtà virtuale vengan prima di tutto il resto. Compreso il rispetto di noi stessi. Ed ecco il fastidio per l'allarme lanciato nel 2015 sull'eccesso di turisti («Non vogliamo diventare come Venezia») dal sindaco di Barcellona Ada Colau, città che registra più o meno lo stesso numero di presenze ma 29 volte più abitanti su una superficie immensamente superiore. Rispose allora il sindaco Luigi Brugnaro: «Invitiamo il sindaco Ada Colau a venire a Venezia. Potrà essere l'occasione per mostrarle le bellezze della città e magari per farle cambiare idea sul fatto che Venezia è viva e vuole vivere, come città che incontra il mondo». Certo che è bellissima, Venezia! Ma che c'entra con l'allarme sulla overdose di visitatori e di alberghi, locande e BB più o meno regolari, più o meno abusivi? Dario Franceschini andò addirittura oltre e pur ammettendo che «a Venezia c'è un problema di sovraffollamento», sbottò: «A Barcellona dovrebbero baciarsi i gomiti per poter diventare come Venezia». Ovvio. Ma magari non travolta dalle stesse orde. Va da sé che i reportage del Guardian («Quest'estate andate a Venezia? Non dimenticate la mascherina anti-smog») e dell' Economist sull'inquinamento causato dalle grandi navi e soprattutto quello più generale del New York Times hanno scottato la pelle di tanti amministratori e operatori turistici locali. Sia chiaro: tutto si può fare meglio e qualche sbavatura sarà sfuggita agli autori. Philip Rylands, a lungo direttore della fondazione Guggenheim, ha detto di averlo trovato «facilone e frettoloso» pur essendo la situazione «assai complessa». Ma ha senso parlare di un complotto? Eppure questa è la tesi dell'assessore al turismo Paola Mar rivelata al Gazzettino : «C'è una regia dietro questa campagna di stampa mondiale contro Venezia». Bum! Una congiura? «Certo che c'è una regia. Magari qualcuno che passa informazioni alla stampa estera magari proprio da qui. Qualcuno cui fa piacere abbattere le iniziative che Venezia sta attuando». Indimenticabile il commento di Vittorio Bonacini, presidente degli albergatori veneziani: «Un'operazione tristanzuola di marketing per vendere più copie sulla pelle della città». Ma dai! E il New York Times , che dopo l'elezione di Donald Trump ha guadagnato 250 mila nuovi abbonati lancerebbe gli allarmi su Venezia «per vendere più copie sulla pelle della città»? Mostrino una svolta vera e profonda, a Venezia, e sarà loro riconosciuta. Con squilli di tromba. Fino ad allora, come dimostrano le cronache non planetarie ma locali, peseranno come macigni le parole scritte in Un viaggio in Italia da Guido Ceronetti: «C'è qualcosa d'immorale nel non voler soffrire per la perdita della bellezza, per la patria rotolante verso chi sa quale sordido inferno di dissoluzione, non più capace di essere lume nel mondo».
Corriere della Sera
5 Agosto 2017
Venezia soffocata dal turismo e il complotto che non c'è
GI
Gian Antonio Stella
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 29 Ott 2004
E in Sicilia i capannoni diventano ville
Corriere della Sera · 1 Dic 2004
E accanto a Trinità dei Monti spunta una villetta abusiva
Corriere della Sera · 17 Dic 2004
E spuntò il comma Villa Certosa
Corriere della Sera · 27 Dic 2004
I passi falsi del condono - Conti incerti, demolizioni fantasma
Corriere della Sera · 27 Gen 2005
E i segreti di Villa Certosa spaccano il comitato servizi
Corriere della Sera · 5 Mar 2005
Più che una regola è una dichiarazione di resa. Neanche l'asburgica Bolzano decide in 30 giorni
Corriere della Sera · 12 Mar 2005
Condono preventivo, frenata di buonsenso
Corriere della Sera · 11 Mag 2005
Parchi italiani, le nuove riserve di An
Corriere della Sera · 11 Mag 2005
Parchi italiani, le nuove riserve di An. Turnover ai vertici delle oasi naturali: il ministro Altero Matteoli ha messo tutti uomini di sua fiducia
Corriere della Sera · 12 Ago 2005
COMPAGNIA ITALIANA TURISMO: Assalto ai soldi pubblici per salvare la Cit
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 3 Feb 2016
Corporazioni, male di Venezia. Italia nostra, riappello all'Unesco
Corriere della Sera · 2 Feb 2017
Il privato spauracchio della nostra cultura
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
La piramide di Piano. Nasce dopo 15 anni il Museo di Harvard
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
Turismo, se il Sud arranca chi ama l'Italia deve dirlo
La Nazione · 6 Ago 2015
VOLTERRA - Da sottoterra riaffiora un anfiteatro romano
la Repubblica · 6 Ago 2015
Settis: "L'Italia Spa è sempre in svendita"
la Repubblica · 6 Ago 2015
L'archeologia abbandonata "Per salvarla 113 milioni". Al Colosseo si ricostruisce l'arena ma la mancanza di fondi è cronica
Il Tirreno · 6 Ago 2015
Volterra, dalla pulizia di un fosso spunta un anfiteatro antico
Il Tirreno · 6 Ago 2015
PORTOFERRAIO - Villa delle Grotte, scambio di accuse
Il Tirreno · 6 Ago 2015
GROSSETO E il Museo archeologico ha cambiato gestione
la Repubblica · 7 Ago 2015
Dario Franceschini: "Il Colosseo non sarà un'arena rock"
www.exibart.com · 7 Ago 2015
ROMA-Seicento milioni di appalti per i Beni Culturali. Un nuovo capitolo del Tesoro italiano esternalizzato e affidato alla società Consip
Corriere della Sera · 7 Ago 2015
VENEZIA-Un cubo sul Canal Grande, l'hotel che fa litigare Venezia
Corriere della Sera · 7 Ago 2015
VENEZIA-Cubo bianco a piazzale Roma Il ministero vuole un dossier
Il Giornale dell'Arte · 7 Ago 2015
SIRACUSA-La collocazione di Caravaggio la decidono i tour operator?
Il Giornale dell'Arte · 7 Ago 2015
BORDIGHERA-Chiude Villa Terruzzi. Un'altra vergogna pubblica italiana
Il Giornale dell'Arte · 7 Ago 2015
L'arte sui giornali. La rassegna stampa di oggi
la Repubblica · 8 Ago 2015
Se la tutela è già in liquidazione
Il Tirreno · 8 Ago 2015
VOLTERRA. Da oltre cento anni in Italia non veniva trovato un anfiteatro antico.
Messaggero Veneto - Giornale del Friuli · 8 Ago 2015
UDINE. I musei saranno messi in rete: Torrenti presenta la riforma