Ieri, 3 agosto, era il quarto anniversario dal crollo che nell'agosto 2013 mise fuori uso il Museo di Scienze Naturali. Il cammino verso la ricostruzione è stato, ed è, lento e costoso. E, sempre ieri, la giunta regionale ha approvato lo stanziamento di un milione e 993 mila euro per ripristinare l'agibilità di alcuni locali del Museo. E ha poi affidato a SCR Piemonte, in quanto stazione unica appaltante, tutte le fasi dei lavori: dalla progettazione al collaudo. Spiegano dagli uffici regionali: «Se i lavori nella manica di via Giolitti, dove si trovano gli uffici e la biblioteca del museo, stanno per essere ultimati, la nuova delibera dà il via libera a interventi ulteriori che riguardano impianti ed edilizia, necessari per garantire l'agibilità e la prevenzione anti-incendio dei locali della cosiddetta "Fase 4", quella che comprende i locali dell'Arca, il Museo Storico di Zoologia, la manica sud della crociera del pieno terreno e i locali dell'Esposizione permanente di paleontologia». L'assessore regionale alla Cultura e al Turismo Antonella Parigi ha commentato: «Con questo provvedimento avviamo l'ultima fase dei lavori che permetteranno di riaprire al pubblico la parte espositiva aulica del Museo, restituendo alla collettività un importantissimo patrimonio un impegno, anche in termini economici, per garantire il rilancio di un ente per noi strategico, per il valore scientifico e culturale delle sue collezioni e della sua attività». Sinora la Regione ha stanziato per la riapertura del Museo delle Scienze oltre 4 milioni. E se una parte di uffici saranno già agibili il prossimo anno per riaprire l'intero stabile si dovrà attendere il 2019. Il Museo di Scienze è chiuso dal 3 agosto del 2013, in seguito all'esplosione di una bombola che danneggiò parte del pianoterra. Subito dopo l'incidente, la Regione parlò di riapertura entro sei mesi, massimo un anno. Poi i lavori per il ripristino si dimostrarono più complessi di quanto immaginato. Nel marzo 2015 fu bandito un concorso per la progettazione di alcune parti del museo. E a ottobre di quello stesso anno l'assessore Parigi disse che l'obiettivo era riaprire entro la primavera del 2016. Sempre in quell'anno, la Regione mise nero su bianco - fra i 38 obiettivi dei direttori generali - quella di rimettere in funzione il Museo entro il 2018. I lavori, come si è capito, sono molto complessi e vanno per le lunghe. E in questi anni c'è pure stato il tempo per creare il progetto di un polo museale scientifico che unirà quello di Scienze Naturali ai quattro musei universitari: Anatomia, Lombroso, Astut e Antropologia.