ABBANDONATO da ormai tre anni, nascosto dalle sterpaglie e rovinato da ruggine e dall'incuria, l'impianto dell'archistar potrebbe presto tornare alla luce. La Getty Foundation ha assegnato un finanziamento di 180mila euro per lo stadio Flaminio. Una cifra che certo non basterà a ristrutturare e dare nuova vita all'impianto progettato nel '57 da Pier Luigi Nervi e dal figlio Alberto, ma che servirà a sviluppare un piano per la conservazione della struttura. Da settembre gli esperti del dipartimento di Ingegneria strutturale e geotecnica dell'università La Sapienza (coordinati da Francesco Romeo), la Pln Project e Do.Co.Mo.Mo Italia, in accordo con il Campidoglio, effettueranno i primi sopralluoghi per redigere, entro un anno, un piano che indichi le linee guide per una futura ristrutturazione del Flaminio. Inaugurato nel 1959 e realizzato per le Olimpiadi del '60, lo stadio è un esempio di eccellenza architettonica e ingegneristica e, sebbene nel 2005 sia stato dichiarato "opera di eccellenza" dal ministero dei Beni culturali, non è sottoposto a vincolo in quanto si tratta di un'opera pubblica realizzata meno di settant'anni fa. Nel maggio 2014 il Coni ha smesso di pagare le utenze per la manutenzione, restituendo la gestione al Comune. Da quell'anno lo stadio Flaminio versa in uno stato di totale abbandono. Un degrado che potrebbe essere superato grazie al finanziamento della Getty Foundation, che consentirà di coinvolgere anche un comitato scientifico formato da esperti in progettazione di stadi, luminari del cemento armato e architetti internazionali. «La stesura di un piano di conservazione per il Flaminio ci aiuterà a porre le basi per la sua tutela» spiega Marco Nervi, presidente di Pln Project. «Con i fondi concessi alla Sapienza e la cooperazione del Comune prosegue Nervi - potremo stilare un pianoche consenta di tramandare questo capolavoro del moderno alle future generazioni senza prescindere dalle sue caratteristiche storiche e architettoniche ». Una volta che il report sarà consegnato al Campidoglio bisognerà però trovare i fondi per la ristrutturazione dell'impianto e la riqualificazione dell'area. Investimenti di decine di milioni di euro che il Campidoglio potrebbe cercare anche all'estero attraverso il coinvolgimento di fondazioni o sponsor privati. «Abbiamo fatto un primo passo per restituire lo stadio Flaminio ai cittadini. Vogliamo che lo sport possa rivivere dentro questa struttura » ha dichiarato la sindaca 5 Stelle, Virginia Raggi. Il team di esperti analizzerà anche dossier e piani di recupero sviluppati in questi anni. Nel 2013, ad esempio, uno studio di Risorse per Roma stimò il costo della ristrutturazione dello stadio Flaminio attorno ai 16-20 milioni di euro, con costi di gestione pari a 1,5 milioni di euro all'anno.