Il paese degli abusi 4 I 79 bungalow con piscine di Punta Scifo avallati dal funzionario. Che ora rischia il processo. Il legale dei costruttori che dopo uno stop aveva ottenuto il dissequestro è il fratello di un boss COTONE - A Crotone non hanno dubbi. «Altro che Caraibi, andate a Punta Scifo». Per arrivare ci vogliono gambe e pazienza, ma la meta vale la fatica. Alla fine del sentiero c'è una cala di sabbia dorata e mare turchese, incorniciata da rocce arrotondate dal vento, a pochi passi dal tempio di Hera Lacinia, il simbolo di Crotone nel mondo. Un paradiso. Sotto assedio. A sporcare la spiaggia, proprio sotto una torre cinquecentesca, ci sono 79 piattaforme di cemento. E lo scavo, incompleto, di una grande piscina. È quel che resta della mega lottizzazione abusiva mirata a far sorgere un villaggio turistico mascherato da agriturismo. «Un irreversibile stupro» per il giudice che ha sequestrato il cantiere. È toccato ai magistrati mettere fine a una storia paradossale. Il pm Gaetano Bono ha chiesto il processo per il soprintendente di Crotone, Catanzaro e Cosenza, Mario Pagano, gli imprenditori Salvatore ed Armando Scalise, il loro direttore dei lavori, Gioacchino Buonaccorsi, l'ex dirigente del Comune di Crotone, Elisabetta Dominijanni, e il funzionario Gaetano Stabile, accusati di essere a vario titolo i responsabili dello scempio di Punta Scifo. Il peccato originale risale al 2003, quando l'ex sindaco Pasquale Senatore ha stravolto il piano regolatore, dando via libera agli agriturismi come «attività collaterale e ausiliaria» alle coltivazioni. Anche a Punta Scifo, zona sottoposta a vincolo paesaggistico dal '68. Al riguardo, però, nessuno ha avuto da ridire e qualcuno ci ha visto un affare. Si tratta di Armando e Salvatore Scalise, reucci dell'abbigliamento sportivo con interessi nel turismo invernale, ma nel 2006 determinati ad accreditarsi come «imprenditori agricoli professionali», contadini con tanto di patentino, senza però un campo su cui zappare. Se lo procurano solo nel 2008, grazie a una scrittura privata strappata al legittimo proprietario, Giuseppe Zurlo, all'epoca già defunto, e diversi mesi dopo aver chiesto i permessi necessari per costruire su quel terreno un agriturismo. In Comune, nessuno trova nulla da eccepire, le richieste degli imprenditori vengono approvate in tempi record e il Marine Park Village inizia a prendere forma, quanto meno sulle carte dei progetti. Nei pressi dell'area archeologica di Capo Colonna, sono previsti 79 bungalow, una grande struttura bar-ristorante, piscine e servizi necessari per soddisfare le esigenze di massimo 237 ospiti. Eppure, il depuratore previsto nel progetto può sopportarne 500. Un mistero che nessuno nota alla Provincia, che in otto giorni concede agli imprenditori l'autorizzazione paesaggistica. E nemmeno alla Soprintendenza dei beni architettonici. Ma lì i funzionari "dimenticano" di valutare in tempi utili l'incartamento e il loro silenzio diventa assenso. Solo a termini abbondantemente scaduti segnalano alcune pecche veniali un elaborato fotografico mancante ma i loro rilievi ormai non hanno più peso. Più puntuali i colleghi della Soprintendenza archeologica, ma ugualmente magnanimi. Si limitano a raccomandare di far seguire i lavori di scavo da personale tecnico- scientifico, mentre il Comune non fa altro che prendere atto dei vari pareri e concede il permesso a costruire. È il 20 dicembre 2011. Nel 2012 le ruspe iniziano a devastare Punta Scifo. Ma non per molto. I cittadini guardano, gli ambientalisti protestano, gli archeologi insorgono e i carabinieri iniziano a indagare. Così l'amministrazione non può far finta di ignorare le macroscopiche difformità fra i lavori in corso e il progetto, né una serie di «errori» nell'iter autorizzativo. Il cantiere viene bloccato e la battaglia si trasferisce nei tribunali, dove a rappresentare gli Scalise c'è l'avvocato Domenico Grande Aracri, fratello del boss di Cutro, Nicolino. È lui a strappare più volte il dissequestro dell'area. Solo dopo anni il Mibact si accorge che qualcosa nei sopralluoghi dei suoi sovrintendenti non ha funzionato. Nuovi scavi rivelano «fitte concentrazioni di materiali ceramici» di epoca romana, ma ci vogliono quattro interrogazioni parlamentari per convincere il ministro Dario Franceschini a chiedere lumi sul cantiere al "suo" sovrintendente dei beni architettonici Mario Pagano. Che afferma che nulla si può fare perché «ormai i bungalow sono stati realizzati», ma non è così. Da qui parte l'indagine che nel giro di un paio di mesi porta a un nuovo sequestro dell'area e a una raffica di avvisi di garanzia, che per sei persone - incluso il sovrintendente Pagano - si sono trasformate in una richiesta di rinvio a giudizio. Quel processo potrebbe non essere l'unico. Perché di un villaggio turistico a Capo Colonna sono stati sorpresi a parlare anche Gaetano Blasco, l'uomo che rideva dei crolli a Mirandola oggi in carcere per i legami con il clan Grande Aracri, e il "suo" costruttore di fiducia, Antonio Valerio. «Stanno facendo certi progetti a Capo Colonna gli confida Blasco - devono fare cinquecento case di legno». Parlavano di punta Scifo? A dirlo potrebbe essere Valerio, che da mesi collabora con i magistrati. E pare che - almeno una volta - abbia incontrato il direttore dei lavori degli Scalise
la Repubblica
4 Agosto 2017
Crotone: il soprintendente sotto accusa per lo sfregio ai Caraibi d'Italia
AL
Alessia Candito
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Terra · 16 Set 2011
A Crotone, trivelle Eni su tempio greco
Terra · 16 Set 2011
Crotone, trivelle Eni vicino al tempio di Hera
la Repubblica · 1 Mag 2016
Reggio Calabria, dal cantiere spunta una struttura antica: "Potrebbe riscrivere la storia della città"
la Repubblica · 4 Lug 2017
Dai fondi Ue alle assunzioni forestali, ecco gli affari della 'ndrangheta di Platì
la Repubblica · 6 Set 2017
REGGIO CALABRIA. Fermò lo scempio di Punta Scifo, denunciata
la Repubblica · 19 Ott 2017
Calabria, può tornare al lavoro l'archeologa che aveva fermato la cementificazione a Punta Scifo
la Repubblica · 18 Nov 2019
Calabria, traffico di beni archeologici da scavi clandestini: 23 arresti
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 5 Ago 2015
Pompei, concorso per i nuovi ingressi
Gazzetta di Modena · 5 Ago 2015
MODENA - Spilamberto. Ecco i tesori archeologici scoperti sotto il centro
la Repubblica · 7 Ago 2015
Dario Franceschini: "Il Colosseo non sarà un'arena rock"
la Repubblica · 14 Ago 2015
ROMA-Restauri delle Mura: lavori fatti ad arte
www.romagnanoi.it · 14 Ago 2015
RIMINI-Un altro museo, sotto il teatro Galli. Durante i lavori è emersa una Basilica paleocristiana.
la Repubblica · 13 Ago 2015
L'ultima missione degli alpini "Salviamo il Ponte di Bassano"
la Repubblica · 14 Ago 2015
ROMA - Il caso Colosseo. Arena, i soldi non sono tutto
Il Tirreno · 15 Ago 2015
CAPEZZANO PIANORE - Sito archeologico "invisibile" per colpa della burocrazia
Corriere della Sera · 18 Ago 2015
Fori, la mappa dei punti ristoro
La Città di Salerno · 17 Ago 2015
PONTECAGNANO - Furto al parco eco-archeologico L'ira dei gestori
Corriere della Sera · 20 Ago 2015
Napoli. Mostra d'Oltremare, dalla Ue 60 milioni per riqualificare i padiglioni
la Repubblica · 22 Ago 2015
Egittologia fra politica e terrore: il convegno di Firenze
La Nuova Sardegna · 23 Ago 2015
SARDEGNA - PORTO TORRES - Indagini sulla sicurezza del Ponte Romano
il Centro · 24 Ago 2015
LANCIANO Trovati reperti medievali durante lavori a San Biagio
Art Tribune · 26 Ago 2015
Francesco Prosperetti. Intervista al soprintendente
il Centro · 27 Ago 2015
MASSA D'ALBE - Al via il restauro dell'antico acquedotto di Alba Fucens
Corriere della Sera · 28 Ago 2015
Porto e terreni, Capri e Anacapri sempre più private
La Nuova Sardegna · 30 Ago 2015
SARDEGNA - Alghero, ritrovata a Punta Negra un'ancora in pietra
la Repubblica · 12 Ago 2015
COLOSSEO
La Nuova Sardegna · 3 Set 2015
SARDEGNA - Indagine con il georadar sull'area archeologica