IL Red Carpet è stato pagato anche con i finanziamenti statali destinati a i Borghi Storici. «Si tolgono risorse ai Comuni, alla salvaguardia e alla valorizzazione dei borghi storici per comprare tappeti», attaccano i consiglieri regionali del Pd, la capogruppo Raffaella Paita e il collega Giovanni Lunardon. Perché la tormentata e un po' opaca storia del Red Carpet si snoda in due puntate. La prima coinvolge l'azienda controllata della Regione, Liguria Digitale, peraltro guidata fino a tre mesi fa dall'attuale sindaco di Genova Marco Bucci: proprio LiguriaDigitale ha pagato il costo del primo Red Carpet, il cosiddetto "Spring walk", passeggiata di primavera, il numero zero escogitato dal presidente della Regione, Giovanni Toti, per promuovere un tratto pregiato del territorio, per otto chilometri, da Rapallo a Portofino. Poi però deflagra il caso e s'incendiano le polemiche, a fine maggio, proprio perché emerge che Liguria Digitale funziona come centro di finanziamento di molte iniziative promozionali che con la digitalizzazione poco c'entrano, mentre non viene coinvolta l'Agenzia regionale per la promozione turistica In Liguria, che sarebbe titolata ad occuparsi semmai della faccenda. E se lo stesso presidente Toti difende, da una parte, proprio il finanziamento di un tappeto rosso da parte di Liguria Digitale, dall'altra però decide di cambiare velocemente strategia. Intanto il Red Carpet spring walk rimane avvolto nelle polemiche, Toti però decide di rilanciare l'iniziativa, annunciando di estenderla a tutta la Regione. Solo che, per soddisfare le richieste di altri comuni che agognano la passiera rossa, Toti decide di cambiare il centro di finanziamento: e, guarda caso, sceglie proprio l'Agenzia In Liguria. La giunta regionale, il 4 luglio, approva in fretta una delibera dove l'iniziativa, che da "Spring walk" cambia nome in "La Liguria dei Red Carpet", viene finanziata con il cespite, che arriva direttamente dal Ministero per i Beni culturali, destinato ai Borghi storici, «in quanto complementare alla campagna estiva lamialiguria estate sul tema "La Liguria dei Red Carpets" che ha le medesime finalità», si legge. E si determina che sarà l'Agenzia In Liguria a veicolare i denari, 30.000 euro destinati ai Red Carpet per i dieci borghi «aderenti all'iniziativa »: Campo Ligure, Cervo, Dolceacqua, Finalborgo, Framura, Montemarcello, Sestri Levante, Toirano, Tellaro, Varese Ligure. E la conferma che la diffusione dei tappeti sia stata pagata con i soldi per i Borghi Storici l'ha data anche l'assessore regionale al Turismo, Gianni Berrino, ieri, in consiglio regionale. «Stiamo controllando ogni singola spesa relativa a questa iniziativa - annunciano Raffaella Paita e Giovanni Lunardon - finora nessuno ha ancora risposto: ci risulta che il Red Carpet tra Rapallo e Portofino sia costato a Liguria Digitale 52.000 euro. Perché per altri dieci Comuni, con soldi destinati a opere vere di valorizzare, se ne spendano 30.000?». Resta da chiarire, indicano i consiglieri Pd, poi, il passaggio della borsa per finanziare il Red Carpet: da Liguria Digitale all'Agenzia In Liguria.