I tecnici lo definiscono «un ritorno alle origini». L'intervento del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca un mese e mezzo di lavori, costati 380 mila euro, su un tratto lungo 650 metri, da via Astino a via Madonna del Bosco ha scavato, in tutti i sensi, nel passato della roggia Curna. Era stata tracciata, più di mezzo millennio fa, come canale per l'irrigazione. La vocazione si è spenta nel Dopoguerra, quando a Longuelo piccole industrie (soprattutto tessili) e villette hanno consumato i vecchi campi. È l'inizio dei problemi: il corso si riduce, ostruendosi. Con contraccolpi scontati, sempre di più, a ogni nubifragio, inclusa l'alluvione del luglio 2016. «La Curna torna ad avere rilevanza idraulica dice Franco Gatti, presidente del Consorizio . È un'opera propedeutica alla realizzazione delle vasche di laminazione (da 40 mila e 10 mila metri cubi, al vaglio di uno studio dell'Università di Pavia, ndr ), per salvaguardare le case delle persone». Rimuovendo radici, terra e rifiuti, l'«invaso», cioè la capacità del terreno di smaltire l'acqua, è salito a 5 mila metri cubi. «Ci sono già stati temporali spiega il direttore dei lavori, Antonio Montanaro e la Curna ha retto». La sezione è stata riportata, dove possibile, ai 3,40 metri originari, ma in alcuni punti l'alveo è ristretto, assecondando degli alberi. Per rimuoverli da una sola sponda serve il permesso del Parco dei Colli, che nel 2011 bloccò un progetto più ampio, già finanziato da fondi europei e regionali, perché «troppo invasivo». La profondità, invece, è stata ripristinata, attorno a 1 metro e venti. Le operazioni hanno permesso di recuperare, dissotterrandolo e liberandolo, un piccolo ponte di pietra che il consorzio data all'epoca in cui venne scavato il canale, fra Quattro e Cinquecento. Poco lontano, si rincontra la storia, con la confluenza del Rio Lavanderio, dove i signorotti di Città Alta spedivano la servitù a fare il bucato (da qui il nome). Oggi bonifica e puntello degli argini si sono fermati al tratto di proprietà del Luogo Pio Colleoni, ma la prospettiva del Consorzio è acquisire l'intero corso (in tutto 12 chilometri) della roggia Curna, per garantire la sicurezza idraulica delle zone che bagna. E a San Paolo d'Argon, con interventi analoghi, il Consorzio sta sistemando cinque tratti del torrente Seniga.