EMPOLI. «È stata una ragazzata, una sciocchezza in un momento di difficoltà»: così ha provato a giustificarsi di fronte ai poliziotti, l'autore delle scritte sulla chiesa della Collegiata di Sant'Andrea. Ha 42 anni, è residente a Empoli, senza un lavoro, vive con i genitori e tira avanti con la pensione del padre ed era già noto alle forze dell'ordine per precedenti reati contro il patrimonio. Ha proposto di pulire quelle scritte che gli sono costate la denuncia per deturpamento di opere di interesse storico-artistico, reato che prevede ammenda fino a 50mila euro e una pena che potrebbe arrivare a un anno di reclusione. L'uomo non appartiene a nessun gruppo ultras dell'Empoli, come invece avrebbe voluto far credere con i graffiti che riguardavano i Desperados. Per individuarlo sono state fondamentali le immagini delle telecamere del centro che quella notte hanno ripreso tutto: l'auto (con targa visibile) e il selfie scattato di fronte alla «bravata», con tanto di flash. Intanto, il Comune e il preposto, don Guidi Engels, si sono mossi per far pulire le scritte: tempi e investimento si dilateranno.