Da giorni qualcuno, armato di secchio di vernice e pennello, si aggira per le vie dell'Oltrarno coprendo alla meno peggio scritte e graffiti con toppe di colore a volte peggiori di ciò che vanno a ricoprire. Quando ieri mattina piazza Tasso si è svegliata con il murale dedicato a un giovane del rione scomparso tempo fa, è scattata l'ira su Facebook. Ma sia gli Angeli del Bello che Alia si dissociano: «Noi non c'entriamo nulla». E ora è caccia all'«angelo abusivo». Si aggira di notte nelle strade dell'Oltrarno, «armato» di secchio con vernice e rullo. Nessuno lo conosce, nessuno sa chi sia: agisce senza dare nell'occhio e lontano da sguardi indiscreti. Va alla ricerca di graffiti, disegni e scritte, e di ogni situazione di degrado, per ricoprire il tutto con una bella passata di tinta color ocra, ma il risultato della sua «ripulitura» non è sempre apprezzabile. Nel quartiere già lo chiamano «l'Angelo del Bello abusivo» o meglio «l'Angelo del brutto». Negli ultimi giorni il «verniciatore mascherato» è entrato in azione tra San Frediano e Santo Spirito sollevando proteste tra i residenti. Soprattutto per quello che è stato fatto in piazza Tasso: «Hanno coperto il murales dedicato a Bollo...», si sfoga un utente sul profilo di Mirco Ruffilli, presidente della commissione Cultura del Quartiere 1 e uno dei primi a sollevare la questione. «Non so di chi sia la colpa scrive in un post Ruffilli corredandolo anche di una serie di scatti Ma sono settimane che stiamo vedendo in Oltrarno certe coperture peggiori di quello che c'era.. Ma in piazza Tasso stanotte l'hanno fatta davvero grossa!». Gli Angeli del Bello (gli originali) hanno fatto sapere che loro in questa storia non c'entrano nulla. «Ci dissociamo da quanto è stato fatto in piazza Tasso al murales commemorativo. Non condividiamo gli interventi che qualche sconosciuto sta facendo su Firenze, seminando toppe di colori improbabili qua e là». E anche gli operatori di Alia (ex Quadrifoglio) si tirano fuori. Ma in Oltrarno non si danno per vinti: «A costo di girare tutta la notte prima o poi lo si becca», chiude la discussione Alberto.