Annuncio di Sboarina, oggi in giunta parte l'iter per togliere il «pubblico interesse» Verona. L'iter per la revoca del project financing per il restauro dell'Arsenale di Borgo Trento è decisa. La revoca della dichiarazione di pubblico interesse per il progetto, da sola, farà automaticamente cadere tutto quanto è stato deciso dopo. VERONA. Si slitta a questo pomeriggio, ma il dado è tratto: l'iter per la revoca del project financing per il restauro dell'Arsenale di Borgo Trento è decisa. La relativa delibera doveva essere esaminata ieri dalla giunta comunale, ma il sindaco Federico Sboarina ha preferito prendersi un giorno in più di tempo, per «limare» ogni dettaglio ed avere presenti in aula, al momento del «grande passo», tutti i dirigenti coinvolti, cosa che ieri non era stata possibile. La revoca della dichiarazione di pubblico interesse per il progetto, da sola, farà automaticamente cadere, come un castello di carte, tutto quanto è stato deciso dopo. Fatta salva naturalmente l'ipotesi (o meglio, la quasi certezza) che Italiana Costruzioni potrà ricorrere alle vie legali per chiedere penali, risarcimenti e via dicendo. Ma questa sarà un'altra storia, tutta ovviamente da seguire. La gara d'appalto per l'aggiudicazione dei lavori del grande restauro (35 milioni di spesa, 14,5 dei quali grazie al contributo comunale) è in corso, e le buste con le offerte (ma quasi certamente con l'unica offerta di Italiana Costruzioni) dovrebbero essere aperte dopo la sentenza del Tar che il 13 settembre deciderà su di un ricorso in materia presentato da Legambiente e dal Comitato Arsenale. Come anticipato il 15 luglio dal nostro giornale, il titolo della delibera cheverrà esaminata questo pomeriggio a Palazzo Barbieri è esplicito: «Revoca della deliberazione consiliare n.68 del 30 novembre 2016». La delibera 68 dichiarava appunto «di pubblico interesse» la proposta di project financing. Ieri mattina, intanto, il sindaco è tornato ad occuparsi di un'altra delle questioni che evidentemente gli stanno più a cuore: la realizzazione del grande Parco Urbano di Verona Sud: mezzo milione di metri quadri finora adibito a scalo merci ferroviario ma che in futuro, secondo Sboarina, dovrebbero diventare il grande Central Park, il polmone verde in grado di congiungere Verona Sud al resto della città. Assieme all'assessore all'Urbanistica, Ilaria Segala, Sboarina ha incontrato in mattinata un dirigente del ministero dei Trasporti, l'ingegner Facchini, per parlare dell'ingresso «da nord» dei supertreni Tav a Verona, tema collegato alla futura Galleria del Brennero, che dovrebbe essere definita entro il 2026. Il sindaco ne ha approfittato peraltro per porre ancora una volta la questione delle «misure compensative» che Verona dovrà ottenere in cambio del passaggio della Tav: e tra queste misure, appunto, dovrebbe esserci un sostanzioso impegno delle Ferrovie a favore del grande Parco Urbano di Verona Sud. Il tema dovrebbe essere compreso in un grande Masterplan di progettazione, da realizzare in sinergia tra Verona e Roma. Altro tema trattato nella riunione di giunta di ieri pomeriggio, la creazione di una Commissione per la Legalità e la prevenzione della Corruzione: l'assessore Edi Maria Neri ha detto che il nuovo organismo affiancherà i lavori della prima commissione consiliare e ne potranno far parte, se saranno d'accordo, gli altri candidati a sindaco della recente campagna elettorale.