Secondo Salvo Nastasi, commissario di governo per Bagnoli, la riunione della cabina di dopodomani alla quale prenderà parte, per la prima volta, il sindaco de Magistris potrebbe porre davvero la parola fine sulle ostilità di questi ultimi due anni. «Credo e spero di sì. Saranno ascoltate le relazioni sullo stato di avanzamento delle attività e sul programma futuro. Ma soprattutto, si condividerà e ratificherà l'accordo interistituzionale firmato tra il Governo, la Regione ed il Comune». E ancora: Renzi ha sostenuto ad Agerola, sabato scorso, durante l'intervista pubblica con il direttore del Corriere del Mezzogiorno, Enzo d'Errico, che il Comune ha firmato il progetto partorito dal suo governo e che quindi si sarebbero persi inutilmente due anni. «Il programma di bonifica e rigenerazione urbana allegato all'intesa è sostanzialmente quello varato il 6 aprile 2015». Napoli. Quando dopodomani Luigi de Magistris sarà a Palazzo Chigi per siglare, insieme con il premier Gentiloni, l'intesa su Bagnoli, al tavolo ci sarà anche lui, Salvo Nastasi. E stavolta, trattandosi di una cabina di regia, farà la parte del padrone di casa. Da alcuni mesi, invece, il commissario straordinario di Bagnoli, per evitare di alimentare ulteriormente il conflitto col sindaco de Magistris, ha lavorato a fari spenti. Perché l'obiettivo era solo quello di riuscire ad arrivare ad un accordo su Bagnoli che accontentasse tutti. E la meta appare davvero vicina con la firma del 4 agosto a Roma, quando il sindaco accetterà, per la prima volta, di sedere in cabina di regia con Nastasi. Commissario, la riunione della cabina di dopodomani pone davvero la parola fine alle ostilità? «Credo e spero proprio di sì. La cabina ascolterà le relazioni del commissario e del soggetto attuatore sullo stato di avanzamento delle attività sinora intraprese, sui risultati delle caratterizzazioni e sul programma futuro. Ma soprattutto, condividerà e ratificherà l'accordo interistituzionale firmato tra il Governo, la Regione ed il Comune». La presenza del premier in cabina di regia ha un valore significativo. «Il presidente Gentiloni, come fece il presidente Renzi nel 2015 a Napoli, presiederà i lavori per sottolineare l'importante valore istituzionale della riunione. Ci saranno, peraltro, anche i ministri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e dell'ambiente». Renzi sostiene che il Comune ha firmato il progetto del governo e che quindi si sarebbero solo persi inutilmente due anni. È così? «Il programma di bonifica e rigenerazione urbana, come ho spiegato più volte, che è allegato all' accordo firmato qualche giorno fa, è sostanzialmente quello approvato il 6 aprile 2015 da Matteo Renzi. La conferma del piano regolatore, con il parco urbano e la rimozione della colmata, il waterfront unico. Le volumetrie a basso impatto, ad esempio, c'erano allora e ci sono ora». Il Comune, però, esulta per le modifiche apportate. «Quello che è stato aggiornato, più che modificato, sono alcuni aspetti di dettaglio, frutto del lavoro fianco a fianco tra Invitalia ed il Comune. E' innegabile che i ricorsi amministrativi e l'ostilità politica ci hanno rallentato. Ma abbiamo ora la possibilità di recuperare tutto il tempo perduto». È però altrettanto innegabile che da quando c'è Gentiloni al governo, come ha detto de Magistris, i rapporti del governo col Comune di Napoli sia molto cambiato. «Se fosse così solo perché è cambiato nel frattempo il premier, sarebbe grave. I fatti lo dimostrano. Il governo Renzi ed il governo Gentiloni, infatti, hanno lavorato e lavorano per Napoli con lo stesso impegno e la stessa generosità. A Renzi va riconosciuto in particolare di essersi speso, con tutta l'energia che gli è propria, affinché l'impegno del governo italiano per affrontare e risolvere la questione Bagnoli fosse per la prima volta massimo». L'intesa col Comune ridimensiona il suo ruolo di Commissario? «Il commissario svolge compiti e funzioni che la legge gli assegna: l'intesa non può far altro che aiutarlo nello svolgimento del suo lavoro». È stato detto più volte che, fatto l'accordo, lei avrebbe lasciato l'incarico. «Sono un funzionario pubblico e il mio incarico è sempre a disposizione del governo. Ma tengo a dire che non ho mai lasciato un lavoro prima di finirlo». Visto che ora ci sono le firme di tutti, ma proprio tutti, il progetto per Bagnoli quello è e quello sara, quindi è immodificabile? «Il progetto è quello. Va attuato. E, come tutti i progetti complessi e lunghi, potrà essere ancora migliorabile. Ma esclusivamente con le caratteristiche stabilite ora». A questo punto, crede davvero che a Bagnoli sia stata posta una pietra concreta? «A mio parere la pietra è stata già posta da tempo. Nel senso che con il soggetto attuatore stiamo lavorando seriamente e continuativamente da due anni. E di risultati ce ne sono, e tanti». Quando comincia la bonifica? «La bonifica in realtà è cominciata. Con la rimozione dell'eternit ad esempio. Ma anche con la caratterizzazione delle aree, che è l'attività prodromica necessaria per le bonifiche stesse. Molti dimenticano che queste operazioni così delicate in un territorio così vasto, prima di cominciare, hanno bisogno di attività tecniche complessissime e non brevi». Quale sarà la prima opera che realizzerete? «Si comincia con la bonifica di terra. Poi la rimozione della colmata e parallelamente la bonifica dei sedimenti marini». Cosa bisogna evitare per essere certi che Bagnoli risorga? «Che qualche attore istituzionale non faccia la propria parte. Ma non credo che sarà così». Anche se indirettamente, è dal 2011 che lei è de Magistris collaborate: dai tempi del San Carlo, poi il Mercadante, poi a Bagnoli. Molti scontri, ma alla fine anche progetti "comuni": siete una strana coppia. «Ognuno ha il suo ruolo e fa una parte. È nelle cose. Ma abbiamo collaborato spesso a favore della città». Il ministro De Vincenti ha lavorato molto per ritrovare un dialogo, ma quanto ha voluto anche lei questa intesa? «Senza l'abilità e la pazienza del ministro De Vincenti questo accordo non si sarebbe trovato. Il Commissario ha collaborato nei modi e nelle forme che la legge prevede».