Iniziato il disboscamento per poi aprire il cantiere. I rendering della giunta: il parking sarà invisibile Tornano le ruspe nell'area dell'ex parco faunistico, in via Fara, quasi nove anni dopo la frana che bloccò i lavori per il parcheggio interrato. Non si tratta ancora del cantiere vero e proprio, per realizzare la struttura da 470 posti auto, in corso c'è solo il disboscamento della zona, ma di fatto nell'area si torna a lavorare. Giusto ieri la giunta comunale ha replicato a ogni critica degli ultimi mesi e ribadito quali saranno i punti di forza del parcheggio, per la nuova mobilità di Città Alta: struttura per i non residenti e piazze liberate dalle auto dei residenti, che parcheggeranno sulle Mura. Il parking viene inoltre definito dal Comune «perfettamente integrato con la collina». «Abbiamo fatto una scelta responsabile, che non si misura per forza in termini di consensi», dice il vicesindaco Gandi. Ma Legambiente resta critica, i residenti anche, e il M5S annuncia una richiesta di chiarimenti a Cantone sull'iter dell'opera. Non è ancora il cantiere vero e proprio per il futuro parcheggio da 470 posti auto. Comunque, all'ex parco faunistico di via Fara, da ieri sono tornate le ruspe, affiancate da alcuni decespugliatori, in azione fin dalla prima mattinata. Per almeno tre giorni filati, quindi anche oggi e domani, i macchinari ripuliranno l'area da erbacce piuttosto alte, per non parlare addirittura di piante, cresciute in modo disordinato e diventate il simbolo di una certa incuria, e di un totale immobilismo, durato quasi 9 anni: per la precisione 3.137 giorni, dal 30 gennaio 2008, quando crollò la prima parete del futuro parking realizzata sotto la Rocca. Una prima scossa, dunque, quella di ieri, che si riproporrà probabilmente con più forza il 21 agosto, quando potrebbe essere aperto il cantiere vero e proprio: questa l'informazione raccolta ieri dai residenti dopo un contatto con la direzione lavori, anche se né il Comune né la Collini, che ha ottenuto l'appalto in cordata con la Seik, forniscono date ufficiali. Ma al di là di come si assesterà il calendario, la certezza è che ieri al rumore delle ruspe si è affiancato anche quello delle parole di Palazzo Frizzoni, in un comunicato ufficiale con più allegati: rendering del futuro parcheggio e una video-scheda per replicare a ogni perplessità sull'opera. Nel video l'amministrazione parla di «eredità difficile», ricostruisce rapidamente la storia dell'opera, condivisa dai tre precedenti sindaci Veneziani, Bruni e Tentorio e infine rivendica: «La giunta Gori ha sbloccato il progetto», con novità di rilievo. Scelte note, ma decisive: «Tutti i posti che Città Alta potrà dedicare ai non residenti saranno, appunto, nel futuro parcheggio, le Mura saranno così a disposizione di chi vive la città storica e le piazze verranno liberate dalle auto». Questa la ricetta con cui la giunta Gori spera di ridurre i parcheggi abusivi sulle Mura soprattutto in estate e di liberare gioielli come piazza Angelini o la Cittadella. Una rivoluzione da far ruotare attorno a quel parcheggio «fermo da quasi 10 anni. Nelle ultime settimane si è parlato a lungo della ripresa dei lavori, paventando la realizzazione di un "ecomostro" che avrebbe deturpato il campo della Fara (ci è cascato anche Vittorio Sgarbi sulla sua pagina Facebook). Niente di tutto questo, semplicemente la realizzazione di un parcheggio completamente interrato nel punto in cui furono avviati i lavori». Di fronte alla «difesa», o al rilancio se visto da un altro punto di vista, di Palazzo Frizzoni, anche Legambiente torna a ribadire il suo no: «Nel merito restiamo contrari, ci opponiamo alla scelta di aprire un maxi parcheggio in Città Alta per i visitatori dice il presidente Nicola Cremaschi . Ma l'amarezza più grande è data dalla considerazione che questa amministrazione comunale non ha avuto le spalle abbastanza larghe per mettersi di fronte ai cittadini, ben prima di oggi, e spiegare apertamente la sua scelta, nonostante ci siano cinquemila firme contro». Proprio negli ultimi giorni Cremaschi era stato protagonista di uno scontro piuttosto acceso, sui social, con il vicesindaco Sergio Gandi, tra i più aperti al dibattito sul futuro parcheggio. «C'è stata un'inerzia assoluta per almeno otto anni, che non ha fatto bene al Comune e avrebbe provocato ancora più danni se si fosse prolungata dice Gandi . Dovevamo scegliere cosa fare, in un senso o nell'altro, e abbiamo preso la nostra decisione. Non sempre le scelte si fanno in base al consenso elettorale che generano, forse perderemo voti su questa partita, ma serve responsabilità istituzionale: il sindaco Gori e la giunta l'hanno avuta». Unico gruppo consiliare davvero contrario all'opera, negli anni, è stato il Movimento 5 Stelle. Non è mai capitato che il centrosinistra o il centrodestra, nelle loro varie componenti, si schierassero in modo deciso contro l'opera. «Quella del parcheggio è una scelta sbagliata che contrasta con le idee e i progetti spiegati da Gori in campagna elettorale, come la diminuzione del traffico in Città Alta», dice il cinquestelle Fabio Gregorelli. Il M5S di Bergamo sta preparando anche la richiesta di un parere a Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, sui passaggi approvati dalla giunta Gori per sbloccare l'opera.