I nuovi (eco) mostri. Cemento selvaggio e abusi edilizi, viaggio nell'Italia degli scempi. Parla l'urbanista ROMA. Paolo Berdini non usa giri di parole. L'urbanista ed ex assessore della giunta Raggi va dritto al punto e sui numeri dell'abusivismo edilizio non tenta di dissimulare neanche per un istante: "Lasciano di stucco". Durante i suoi mesi in Campidoglio, prima di uscire di scena, ha conosciuto da vicino l'ufficio Condono del Comune di Roma e i suoi faldoni. L'arretrato pesa, eccome: "C'erano 180mila casi da sanare. Alcuni risalgono a 30 anni fa. Ma bisogna fare una differenza tra i piccoli abusi di necessità, quelli che non cambiano il destino urbanistico della città, e quello di speculazione. Il secondo è figlio dell'irrazionalità e della miopia della politica, che non ha saputo o voluto governare la crescita della capitale. Del resto è un problema nazionale, mica solo di Roma". A Roma, però, sono state presentate quasi 600mila istanze di condono. Un numero impressionante... "Il boom romano si spiega leggendo la dinamica demografica della città. Tra gli anni '50 e '70 la popolazione è cresciuta di mezzo milione ogni 10 anni. La politica è rimasta immobile e i proprietari dei terreni all'estrema periferia hanno agito indisturbati. Così è stata uccisa Roma, con un tessuto urbano sfilacciato figlio di una crescita irrazionale". A giudicare dai numeri, sembra difficile uscirne. "Andrebbero semplificate le procedure per i piccoli abusi. Chi aggiunge una stanza in più a casa va condannato dal punto di vista etico e morale, ma a livello burocratico la situazione va risolta. In questo caso non si tratta di interventi in grado di cambiare il volto della città". E i grandi abusi? "Se penso a Roma, penso ad Acilia e alle Terrazze del Presidente. Mille appartamenti completamente abusivi su cui sta indagando la procura. Le vittime? Gli acquirenti, penalizzati anche dalla carenza di infrastrutture e dai disservizi. Loro devono avere una sanatoria". La magistratura indaga, certo. Ma la politica non poteva evitare lo scempio? "Insolera (Italo, architetto e urbanista, ndr) non si nascondeva su questo punto. "Paolo, l'urbanistica è finita", mi diceva. Si riferiva al Piano Casa berlusconiano del 2009. Con quel provvedimento il legislatore ha dato il via libera al fai da te. Demolizioni, ricostruzioni, ampliamenti...". E ora è il turno delle Regioni. "Si continua nel solco della deroga a ogni regola urbanistica. Negli ultimi 15 anni, dal condono del 2003 in poi, una parte della filiera del mattone, specie al Centro e al Sud, si è data all'abuso sistematico, all'uso di materiali scadenti e tecnologie obsolete". Tornando a Roma, la città vive a dir poco un momento di confusione... "Nel 2016 i romani avevano votato per un'inversione di tendenza, con un'apertura di credito mai vista prima. La città è assetata di trasparenza e la sindaca dovrebbe dare conto alla popolazione delle sue scelte, dall'avvocato Lanzalone alla guida di Acea alla scelta di Rota. Insomma, ha ragioni da vendere l'assessore al Bilancio Mazzillo nell'affermare che le decisioni importanti si prendono lontano dal Campidoglio, in luoghi segreti e non democratici. Per chi aveva fatto proprio della trasparenza uno dei punti di forza siamo al fallimento più catastrofico".