La Soprintendenza ordina di rimuoverlo dai siti di pregio a Portovenere, Cervo e Dolceacqua. Toti: "Colpa dei comuni". In dieci paesi l'iniziativa finanziata con i fondi per i borghi storici. Il Ministero dei Beni culturali boccia il Red Carpet del presidente della Regione, Giovanni Toti. Mentre scoppia un nuovo caso sul "finanziamento" del tappeto rosso: la Regione paga la posa di altri dieci tappeti con i fondi ministeriali destinati ai Borghi storici della Liguria, così denunciano la capogruppo Pd in Regione, Raffaella Paita e il consigliere Giovanni Lunardon. Il sovrintendente unico della Liguria, Vincenzo Tine, ha chiarito ieri al governatore che il tappeto rosso debba essere immediatamente rimosso dalle parti monumentali su cui è stato steso: a Portovenere, Dolceacqua, Cervo. Segue la vicenda, anche Caterina Bon Valsassina, direttrice al Mibact. E a pagare i danni fatti dalla posa del tappeto, per primo, sarà proprio il Comune di Genova, che dovrà ripristinare la passeggiata di Nervi, danneggiata dai chiodi utilizzati. E il presidente Toti fa lo scaricabarile: «La Regione ha dato un'idea, erano i Comuni a dover chiedere il permesso alla soprintendenza». Via il Red Carpet dai monumenti della Liguria: stop del Ministero per i Beni culturali al tappeto rosso che il presidente della Liguria Giovanni Toti ha srotolato con troppa disinvoltura nei vari Comuni. E le spese di ripristino, per eventuali danni, saranno a carico dei Comuni, che avrebbero dovuto chiedere l'autorizzazione alla soprintendenza. E, quasi per contrappasso, il primo a dover aprire le casse pubbliche sarà proprio il Comune di Genova, guidato dal sindaco Marco Bucci (candidato di Toti ) che per ripristinare la passeggiata di Nervi, dove la mattonata è stata lesionata dai chiodi per fissare il tappeto, dovrà pagarne il restauro. Dal vertice «molto cordiale e disteso», ieri, tra il presidente della Regione e il direttore della soprintendenza in Liguria, Vincenzo Tiné è uscita la decisione, richiesta direttamente dal direttore generale per l'Archeologia, le Arti e il Paesaggio del Ministero per i Beni culturali, Mibact, Caterina Bon Valsassina: il Red Carpet può correre per la Liguria, ma non "salire" sui monumenti, così ha chiarito al presidente della Regione Toti, il soprintendente Tiné. E adesso dovrà essere rimosso dalla scalinata di accesso alla chiesa di Portovenere, al castello di Dolceacqua e alla chiesa di Cervo.«Questi tre sono soltanto alcuni dei casi segnalati e che abbiamo già accertato, vedremo se ci saranno altri casi», spiega Vincenzo Tiné, che proprio nei giorni scorsi ha compiuto personalmente un sopralluogo a Dolceacqua, concordando con il sindaco la decisione di rimuovere il tappeto dalla parte monumentale del Castello, lasciando invece correre la passiera sulla strada, dove non può inficiare la conservazione del monumento. E alcuni problemi durante la "posa" del tappeto, che la soprintendenza sta verificando, si sarebbero verificati anche a Toirano. Il presidente Toti ha chiarito che quello dato dalla Regione è stato «un impulso per una iniziativa che molti Comuni hanno condiviso», ma durante l'incontro avrebbe sottolineato come l'istituzione regionale non sia responsabile dell'effettiva messa in opera dei vari Red Carpet, gestita direttamente dai Comuni, che però non hanno chiesto alcuna autorizzazione: «Non spettava alla Regione informare la soprintendenza, prima della messa in posa dei tappeti, ma ai Comuni». La vicenda del Red Carpet della Liguria è diventata un caso nazionale, tanto che la stessa direttrice generale del Mibact Caterina Bon Valsassina ha seguito direttamente la questione, perché potrebbe creare un precedente a livello nazionale, che se non regolamentato potrebbe mettere a rischio il patrimonio storico-artistico e paesaggistico dell'intero Paese. E infatti la soprintendenza della Liguria ha inviato ieri, a tutti i Comuni interessati al Red Carpet, una nota procedurale: «Abbiamo ricordato ai Comuni le procedure e gli eventuali permessi da chiedere alla soprintendenza - indica Tiné - e le regole di applicazione, con nastro biadesivo, dei tappeti, oltre alla manutenzione».