SU due sponde opposte: da un lato, parte dei residenti di viale Corsica che difendono la loro strada ombreggiata e verde, dall'altro lato il Comune che ha deciso di abbattere 59 ippocastani. Gli abitanti hanno annunciato una manifestazione per questa mattina alle ore 9 proprio quando in viale Corsica a Firenze appariranno gli addetti ai lavori con le motoseghe. Gli abbattimenti cominciano oggi tanto da che dalle 9 alle 16 ci saranno restringimenti di carreggiata e dal 4 al 10 agosto anche un divieto di transito. A Palazzo Vecchio sono convinti che quelle piante vadano eliminate perché, dopo i controlli è risultato che il loro apparato radicale «risulta compromesso con conseguenti danni alla loro stabilità». Da oggi abbattimenti degli alberi anche nei controviali di viale Guidoni, viale Rosselli, viale Strozzi e Porta a Prato. Alla fine di tutte le operazioni di abbattimento e ripiantumazione, il saldo per la città sarà in favore del verde: «802 nuovi alberi - annuncia Palazzo Vecchio - dei quali 282 in sostituzione di altrettante piante in condizioni critiche dal punto di vista statico e fitosanitario, che verranno rimpiazzati con piante scelte per resistere meglio ai cambiamenti climatici». Non c'entrano i lavori della tramvia o l'apertura di cantieri, conta soltanto la condizione di salute dei singoli alberi. Il 26 ottobre 2016 in viale Corsica era caduto un grosso ippocastano e allora sono scattati i controlli. «Gli alberi sono esseri viventi e come tali hanno un ciclo di vita che ad un certo punto finisce» spiega il professor Francesco Ferrini, docente di Arboricoltura all'università di Firenze che ha appena ultimato di scrivere un libro intitolato "Amico albero. Verde urbano: addio mera bellezza, benvenuta consapevolezza", in uscita prossimamente per Ets. Professore, gruppi di cittadini manifestano contro il taglio degli alberi sono il segnale di un'attenzione nei confronti del verde e della città, non trova? «Sicuramente. Però bisogna capire come e perché il Comune ha deciso di tagliare quegli alberi: la scelta viene dopo un monitoraggio e proprio per tutelare la sicurezza dei cittadini. Gli ippocastani sono una specie permalosa, sopportano male le potature o gli scavi intorno, non sigillano mai del tutto le ferite, magari restano in piedi, hanno pure belle chiome, ma ingannano perché non hanno più apparato radicale. Succede anche col frassino o col bagolare». Chi protesta dice anche che gli alberi che vengono ripiantati dal Comune sono troppo piccoli. «È un problema di costi e di possibilità che la pianta possa attecchire. Più l'albero è adulto e più ci mette tempo ad attecchire ». Dunque non c'è via d'uscita? «Firenze è una delle poche città che una un piano sulle alberature e un monitoraggio sulla condizione di salute delle piante. Bisogna rinnovare gradualmente il patrimonio verde garantendo la continuità visiva del viale alberato nel corso del tempo. Iniziare a sostituire oggi gli alberi in condizioni più critiche è importante sul piano della sicurezza delle persone. Le valutazioni che vengono fatte riguardano anche il luogo in cui una pianta si trova: per esempio se è affacciata a un viale trafficato o se si trova in un parco». In viale Corsica metteranno dei peri ornamentali, nel viale del Poggio Imperiale invece sono stati ripiantati dei pini... «Nel viale del Poggio Imperiale c'era un vincolo della soprintendenza, mentre in viale Corsica no e allora si può scegliere la pianta più adatta».
la Repubblica
31 Luglio 2017
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LA
Laura Montanari
la Repubblica
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