È LÌ da almeno quattro anni, ma da qualche settimana la struttura è nuova: più grande, con un'insegna più alta, forse troppo. E certamente più invadente. Il Gianni Pub a Mergellina, a largo Sermoneta, non passa inosservato: la struttura è mobile, su quattro ruote e occupa l'intero slargo a pochi passi dalla fontana del Sebeto, di Cosimo Fanzago. «Non è possibile che il Comune autorizzi una simile struttura - dice Sergio, abitante del luogo - sul lungomare cittadino, la Soprintendenza dovrebbe quantomeno regolare l'impatto col paesaggio». Se n'è accorta anche Mirella Barracco, presidente della Fondazione Napoli 99 e della fondazione Carditello, che sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto della struttura. Immediata la reazione di utenti e condivisioni, tra critiche alla struttura (a cui si chiede di limitare l'invasività), al degrado della zona e all'amministrazione che concede licenze «troppo facili » agli esercizi del lungomare «ormai si legge in un commento - appannaggio di ambulanti e abusivi». Attenzione: sulla carta il Gianni Pub non ha nulla di irregolare. Possiede una legittima licenza da anni, rispetta le norme igieniche e ha una sua clientela. Ma certamente la sua insegna, più estesa rispetto alla precedente, copre la visuale e stona nettamente col panorama. Non è una novità a Mergellina, uno dei luoghi più belli e, paradossalmente, degradati della città. A pochi passi dall'ormeggio per gli yacht di miliardari e star, abbonda la sporcizia, l'abbandono, per non parlare del "baffo" della scogliera, creato per l'America's Cup nel 2012 (a patto con la Soprintendenza per una sua immediata rimozione a fine gare) e mai dismesso. La stessa fontana del Sebeto è vandalizzata, coperta di scritte sulla parte posteriore, in attesa di un restauro da anni. Il pub non è che uno dei tanti chioschi della zona: ce ne sono almeno nove lungo quel tratto di strada, alcuni storici, che, soprattutto nel weekend si riempiono di cittadini e turisti (con conseguenza di traffico e parcheggio selvaggio). Sotto il post della Barracco i commenti sono quasi 150: «Che vergogna», scrive Giuseppe. «Ecco una cartolina contemporanea di Napoli aggiunge Melina - un lungomare col paesaggio rovinato». Qualcun altro se la prende col soprintendente ai Beni architettonici Luciano Garella (l'utente Bona lo definisce addirittura «cieco»). Altri invece spezzano una lancia in favore del pub: «Perché prendersela con un esercente? - posta Laura - tutto il lungomare è così ridotto, alla mercé dell'improvvizoone e dell'abbandono». Ad una fetta contraria di napoletani, si contrappone quella che puntualmente frequenta il pub e ne apprezza i piatti. C'è anche qualche turista americano che prende una frittura: «Ci sono tanti posti simili a questo a New York, proprio nei belvedere vicino all'Hudson: non ci trovo nulla di strano ». Anche Franco, altro abitante del quartiere, docente universitario, ha la sua opinione: «Perché questo locale dovrebbe cambiare? - dice - Non ha nulla di più o meno brutto rispetto a tutti gli altri chioschi e chalet della zona. Se chiude questo pub, che chiudano anche tutti gli altri. Altrimenti, che continui pure con la sua attività. Una città ha sempre quel che si merita».