Ecco il nuovo sistema (unico in Italia) scelto dal superdirettore Schmidt Forti rincari nei periodi di grande affluenza, costo minore negli altri mesi FIRENZE Uffizi da "alta" e da "bassa" stagione, con biglietti dal costo differenziato in base ai periodi di maggiore o minore affluenza. Il più importante museo italiano rivoluziona costi e organizzazione degli ingressi, come annuncia il superdirettore Eike Schmidt: non un semplice adeguamento dei prezzi (che comunque aumentano) ma un cambiamento profondo, unico nel suo genere fra i grandi musei italiani e internazionali, nella «filosofia » dei luoghi culturali. La riforma, in vigore dal 1 marzo 2018, interesserà tutti e tre i circuiti del maxicomplesso frutto della riforma Franceschini (quasi 2 milioni e 900 mila visitatori nel 2016) e cioè gli Uffizi veri e propri (oggi Galleria delle statue e delle pitture), i musei di Palazzo Pitti (Galleria Palatina, Galleria d'arte moderna, Museo della moda del costume e Tesoro dei granduchi) e il giardino di Boboli, prevedendo in ciascun caso delle maggiorazioni al biglietto su base stagionale, proprio come succede con le tariffe degli hotel. L'ingresso agli Uffizi, in particolare, salirà dagli 8 euro attuali (12,50 in caso di mostre temporanee, prassi quest'ultima che verrà meno col nuovo sistema) a 20 nel periodo "caldo" da marzo a ottobre e 12 da novembre a febbraio; quello a Pitti da 8,50 a 16 nella stagione alta e 10 nella bassa (ma con una riduzione del 50 nelle prime ore della mattinata) e quello a Boboli, infine, dai 7 di oggi a 10 in primavera ed estate e 6 in autunno e inverno. Sarà inoltre acquistabile un biglietto cumulativo valido 72 ore per visitare una volta sola ciascun museo del complesso, dal costo di 38 euro (marzo-ottobre) e 18 euro (novembre- febbraio). Ma non solo. Già a partire dal 1 settembre, chi lo desidererà potrà acquistare tessere nominali annuali che daranno diritto di accesso illimitato, con ingresso prioritario, a ciascuno dei tre luoghi per 365 giorni: 50 costerà la card per gli Uffizi, 35 quella per Pitti, 25 quella per Boboli (quest'ultimo già gratis per i residenti a Firenze che storicamente possono accedervi da due ingressi secondari). Settanta euro, infine, la tessera cumulativa per i tre luoghi. Invariati invece il costo della prenotazione (4 euro) e le categorie, istituite per legge, che beneficiano dell'ingresso gratuito o ridotto. Una riforma radicale del sistema degli ingressi nata dalla volontà di combattere, spiega il direttore, «il sovraffollamento di Firenze» e «la sovradomanda per gli Uffizi», soggetti a un regime di numero chiuso che consente una presenza massima di 900 persone in contemporanea. E sarà, dice sempre Schmidt, una novità assoluta: «Saremo il primo grande museo a introdurre una stagionalità, e il primo in assoluto a introdurla come parte di una nuova filosofia della bigliettazione, basata sulla destagionalizzazione, sul decentramento e sull'incentivo a una fruizione approfondita». A lui il plauso della sottosegretaria ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni, che parla di una «strada da imitare».