Firenze Ha inaugurato ieri con un concerto di Bocelli il Centro internazionale delle arti dello spettacolo In un'accademia e in un museo l'eredità del regista Una standing ovation che Zeffirelli ha seguito in streaming (perché il medico lo ha sconsigliato di muoversi per essere fisicamente) ha dato inizio al gala di presentazione del Centro delle Arti e dello Spettacolo "Franco Zeffirelli", che è stato inaugurato ieri a Firenze da Gianni Letta, presidente onorario del Centro, il quale ha letto il discorso di ringraziamento e augurio del presidente Mattarella. «Tutte le carte, gli appunti e i bozzetti che riguardano il mio lavoro fanno parte del mio archivio che ho scelto di destinare a Firenze, creando una Fondazione perché la mia città, depositaria di valori artistici e culturali impagabili e ineguagliati, possa disporre di un patrimonio delle arti dello spettacolo. Una testimonianza rivolta soprattutto alle nuove generazioni, non come mia esaltazione ma come summa di una metodologia di lavoro». Un modo, dice Zeffirelli, «di saldare un debito di riconoscenza» con Firenze, che è «una macchina di civiltà, di cultura, di tradizione e di conoscenza che Dio ha regalato al mondo». Ecco spiegato che cos'è il Centro, che sarà insieme espositivo, formativo e documentario (Zeffirelli ha deciso infatti di donare l'archivio di tutta la sua carriera, dalla biblioteca ai bozzetti dei suoi spettacoli, ai suoi film). Aprirà al pubblico il prossimo settembre, ma è stato inaugurato ufficialmente ieri alla presenza di esponenti dei mondi che Zeffirelli ha incrociato nella sua lunga vita teatro, cinema, opera lirica e musica, ma anche politica e cultura: tra gli altri Cecilia Gasdia, Vittorio Grigolo, Massimo Ranieri, Riccardo Cocciante, Carla Fracci, Robert Powell (il Gesù di Zeffirelli), ma anche monsignor Giuliani in rappresentanza del arcivescovo Betori. Il Centro è un progetto reso possibile, oltre al mecenatismo della Fondazione Zeffirelli, grazie al Comune di Firenze, proprietario dell'ex tribunale - situato nel seicentesco complesso di San Firenze, antica sede degli Oratoriani -, che ha deliberato la concessione di un canone d'affitto agevolat. Il figlio adottivo di Zeffirelli, Pippo, racconta che «inizialmente non riuscivano a trovare a Firenze gli spazi giusti e c'è stata una breve parentesi in cui si era pensato di fare questo centro a Roma. Si è trovato quindi lo spazio straordinario dell'ex tribunale. E grazie al sindaco di Firenze e all'intervento del ministro Franceschini siamo riusciti a ottenere due piani di questo palazzo: circa 3.200 metri quadri di spazi. Al primo piano abbiamo organizzato tutto il materiale, con un grande museo, che mostrerà il lavoro di Zefiìrelli ma sarà aperto anche a esposizioni temporanee di altri scenografi e registi. Al piano terreno ci sarà una vera e propria scuola per le Arti dello Spettacolo con corsi di scenografia, costumi, regia, recitazione per cantanti d'opera». Il museo racconta il percorso creativo del regista: « Vi colpiranno - ha proseguito Pippo Zeffirelli - l'estrema suggestività degli allestimenti, che riordinano e danno conto di quasi 70 anni di carriera; l'immenso patrimonio costituito dai suoi bozzetti, vere e proprie opere d'arte che immortalano le sue idee prima della realizzazione di film o di messinscene teatrali e operistiche; oppure i costumi esposti, immaginati da lui perfino nei sontuosi ricami; i quasi 10 mila libri consultati per realizzare i suoi lavori; un archivio di documenti sterminato. Negli uffici, nelle aule e nella biblioteca abbiamo trovato il modo di riutilizzare gli arredi in legno del Tribunale». Il percorso culmina nella Sala dell'Inferno, ove si proietta un cortometraggio realizzato animando con tecniche digitali i bozzetti e i disegni creati da Zefrelli per dare forma alla sua visione della prima cantica Divina Commedia dantesca (e di cui aveva parlato a Pierachille Dolfini nell'intervista rilasciata su "Avvenire' del 4 gennaio 2017). Nato come progetto cinematografico negli anni '70 e mai giunto a compimento, di Inferno sono sopravvissute le 38 tavole disegnate da Zeffirelli stesso raffiguranti l'addentrarsi del Sommo Poeta (che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto avere il volto di Dustin Hoffman) nella selva oscura, l'incontro con Virgilio, il viaggio attraverso i gironi fino all'uscita con «a riveder le stelle». Il progetto non venne mai realizzato perché mancarono alleanze per sostenere uno sforzo produttivo importante. Al piano terra, oltre all'oratorio barocco che costituisce l'auditorium, ci sono le sale didattiche, la Biblioteca e l'Archivio nonché gli spazi di accoglienza e di ristoro. «Siamo entusiasti e onorati di inaugurare il Centro - afferma il sindaco di Firenze Dario Nardella - che raccoglierà la grande eredità professionale del maestro Franco Zeffirelli, un centro dedicato all'immane mole di materiale raccolto nei decenni di successi. Da oggi l'ex tribunale di San Firenze non sarà più un bellissimo contenitore vuoto nel centro ma diventerà un punto di riferimento per tutti quei giovani che vogliono intraprendere la strada dello spettacolo e sarà un vero e proprio gioiello culturale nel cuore della città».
Avvenire
1 Agosto 2017
FIRENZE - Dentro il regno di Zeffirelli
DO
Donatella Righini
Avvenire
Artista / Persona
Bene culturale
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