Gentile Tedeschi, attraverso le pagine del Corriere ho seguito il caso-Kapoor, ovvero la possibilità ora tramontata che questo artista disegnasse la tappezzeria della nostra Pinacoteca. Non mi è chiaro il vantaggio che ne avrebbe ricavato Brescia, di sicuro ne avrebbe tratto vantaggio chi tratta le opere di Kapoor. Insomma un pasticcio. Che il tutto sia andato a monte non mi pare un gran danno. Anzi. B.F. Gentile lettrice, dissento dalla sua analisi. L'idea che un artista di fama mondiale «firmasse» le tappezzerie della Tosio Martinengo era suggestiva. Che l'avrebbe fatto gratis per amicizia del suo gallerista italiano, Massimo Minini che è anche presidente della Fondazione Brescia Musei, è evidente. Le quotazioni di Kapoor sarebbero salite? Non credo. Minini avrebbe venduto un'opera in più di Kapoor? Faccio fatica a immaginarlo. In compenso la Pinacoteca che racchiude il meglio della pittura lombardo-bresciana del Cinquecento, ma farà sempre fatica a farsi largo fra Brera e Palazzo Ducale a Mantova avrebbe avuto notorietà internazionale. Perché l'operazione è sfumata? Sicuramente per un errore da parte di chi l'ha proposta. La riapertura della Pinacoteca è un totem per la giunta in carica che non può permettersi di rinviarla a dopo le elezioni. Chi ha lanciato l'idea Kapoor avrebbe dovuto accertare subito tempi e costi (600mila euro più Iva) cercando, magari, partner e sponsor non solo fra i soliti noti di Brescia ma fra le industrie produttrici di tessuti d'arredamento. Credo però che la rinuncia a Kapoor sia dovuta soprattutto a ragioni politiche: la Loggia non vuole offrire all'opposizione di centrodestra (che l'ha giurata a Minini dopo l'arcinoto post sul Bigio) un'arma polemica in campagna elettorale. Bruno Boni, grande sindaco-navigatore, quando un argomento agitava il Consiglio ricorreva alla nomina di una commissione dove le tensioni si placavano e si trovava l'unanimità. Ecco: per sdoganare Kapoor e sterilizzare il caso-Minini ci sarebbe voluta una bella commissione. Così, forse, Brescia avrebbe avuto le sue tappezzerie d'artista.