Sul cantiere i cartelli dei residenti, la replica dell'assessore: quella striscia sarà ricoperta «Ma che stanno combinando? A guardare questo spettacolo indecente mi vien quasi da piangere». Lorenzo, vecchio sanfredianino di via dei Camaldoli, arriva davanti alle transenne che delimitano il cantiere dei Nerli, inchioda la bici e rivolge il suo sguardo (scuotendo la testa) verso la lunga lingua di bitume che da un paio di giorni stanno stendendo in piazza. Lorenzo rimane fermo, immobile, in via dell'Orto per una decina di minuti per poi andare via urlando e agitando i pugni: «Non dovevamo permettere questo scempio, dovevamo occupare la piazza». Sono tanti i residenti dell'Oltrarno che come Lorenzo proprio non riescono a mandare giù il progetto di riqualificazione dei Nerli e che nonostante fosse annunciato da tempo sia dal Comune che dagli organi di stampa, ora che vedono l'avanzamento dei lavori non sono poi più così sicuri di una piazza senza le sue pietre. E per manifestare il proprio dissenso alcuni di loro, nottetempo, hanno attaccato alle transenne del cantiere (lato Borgo San Frediano) due cartelli che gli operai impegnati nei lavori hanno lasciato lì, in bella mostra. «E la chiamano riqualificazione ridateci le nostre pietre». E poi: «A pochi metri dal cartello Unesco. A pochi metri dalla porta medievale di San Frediano. All'inizio di Borgo San Frediano, cioè l'ultimo baluardo della Firenze artigiana e popolare guardate che cosa il nostro Comune è capace di offrirci: una bella colata di bitume nero e tossico». I residenti di San Frediano, prima che il Comune desse il via all'intervento, hanno provato in tutti i modi a convincere l'assessore Stefano Giorgetti a fare dietrofront e a destinare piazza dei Nerli non più a un parcheggio ma ad un'area a disposizione delle famiglie, dei bambini e degli anziani del quartiere. Non c'è stato nulla da fare: Palazzo Vecchio è andato avanti per la sua strada attirando su di sé anche forti proteste da parte di un migliaio di fiorentini che per un po' di tempo sono stati in silenzio in attesa degli eventi. Fino a quando la ditta incaricata dei lavori non ha steso tra Borgo San Frediano e via dell'Orto quel fiume di catrame che, oltretutto, ha anche saturato l'aria. Ed ecco che qualcuno ha pensato a una «pasquinata» affiggendo quei «cartelli di accusa». Le frasi, però, non sono per niente piaciute all'assessore Giorgetti che si è sentito in dovere di rispondere su Facebook: «Sono due anni che spieghiamo come sarà la nuova piazza dei Nerli si legge nel suo post Lo ripeto a scanso di equivoci: nelle scorse settimane è stato rifatto il sottofondo in misto cementato (quello precedente era inadatto al transito dei veicoli). Quello che viene steso adesso è il sottofondo in binder, ovvero bitume, che sarà coperto dallo strato in conglomerato artistico composto da pigmenti, frammenti di pietra con finitura superficiale grigia, tipo piazza Pitti. Quindi la situazione attuale non è quella definitiva tanto che i lavori andranno avanti per un mese».