VERONA. Musei: occorre un piano per metterli in rete e renderli più fruibili. Su questo sono tutti d'accordo, dall'assessore Francesca Briani al Pd alle altre forze politiche e culturali cittadine. La questione più urgente, quella che agita le acque della politica, è quella del trasferimento del Museo di Storia Naturale. VERONA Musei: occorre un piano per metterli in rete e renderli più appetibili e fruibili. Su questo sono tutti d'accordo, dall'assessore Francesca Briani al Pd alle altre forze politiche e culturali cittadine. Ma come? La questione più urgente, quella che agita le acque della politica, è quella del trasferimento del Museo di Storia Naturale, che dovrà lasciare Palazzo Pompei. Per andare dove? La giunta Tosi aveva pensato di portarne la parte migliore a Castel San Pietro, lasciando il resto nel Palazzo Comando dell'Arsenale. La giunta Sboarina sembra invece intenzionata a tenere tutto insieme, all'interno dell'Arsenale, se riuscirà a trovare la strada (anche e soprattutto legale) per bloccare il project financing di Italiana Costruzioni. E sarà un duello tutto da seguire. Se la spunterà Sboarina nascerà subito il problema di come usare Castel San Pietro. Che ha destinazione culturale, ma è di proprietà di Fondazione Cariverona. Il presidente, Alessandro Mazzucco, non appena eletto, si era detto perplesso sull'arrivo del Museo di Storia Naturale, proponendo invece di creare un Museo per i bambini, sfruttando il parco circostante, mentre il Pd, con Elisa La Paglia e Stefano Vallani, aveva puntato sulla creazione di un Museo della Città. Ora il dibattito si riapre. E il parere di Cariverona non sarà di poco peso, visto che da lì arrivano decine di milioni per la cultura scaligera, all'interno dei 43,3 milioni di erogazioni complessive previste per il 2017 a favore della città. Altro tema di dibattito, poi, è il futuro della Casa di Giulietta (quasi 300 mila visitatori paganti, ma tra uno e due milioni di ingressi gratuiti al cortile). C'era un progetto di Enrico Corsi (entrata a pagamento dal Teatro Nuovo), c'era un altro progetto di Marco Ambrosini (entrata dal Palazzetto Armani, in via Cappello, sempre a pagamento) ma adesso tutto sembra essere in stand by, aspettando le scelte della nuova giunta. Il tema, qui, è importante per questioni di vil denaro: far pagare l'accesso al cortile e alla statua, oggi gratuito, vale milioni di euro l'anno, se è vero che i visitatori sono tra uno a e due milioni e che il biglietto costerebbe 2 euro e mezzo. E sul come spartirsi questo ben di dio (tra Comune, privati, gestori) è intuibile quanto animata possa essere la discussione. Meno sotto la luce dei riflettori, ma non meno importanti per la città (senza contare l'Arena e i suoi quasi 900mila visitatori annui) sono poi il Museo di Castelvecchio (130-140 mila visite l'anno), oltraggiato dalla famosa rapina, in cambio della quale ha peraltro avuto una pubblicità mondiale senza precedenti, il Museo Lapidario Maffeiano, il Museo Archeologico al Teatro Romano (valorizzato adesso da un'apposita fermata della funivia di Castel San Pietro), il Museo degli Affreschi alla Tomba di Giulietta (quasi 90 mila ingressi annui), il Museo del Risorgimento, le Arche Scaligere, la chiesa di San Giorgetto (davanti al Due Torri), la Quadreria della Loggia del Consiglio (sede dell'Amministrazione provinciale), la Chiesa di San Domenico (tanto bella quanto poco conosciuta) e la Quadreria della Cappella dei Notai (in gestione alla Galleria d'Arte Moderna). Ai quali va aggiunta la Galleria d'Arte Moderna, ai Palazzi Scaligeri. Un elenco importante. E un patrimonio, come ha spiegato ieri da queste colonne l'assessore Francesca Briani «da razionalizzare, visto che alcuni di questi siti mostrano evidentisofferenze». L'assessore ci sta lavorando. Dall'interno del Palazzo, il capogruppo di Verona Civica, Tommaso Ferrari, ha lanciato la proposta di creare una Fondazione dei Musei Civici per dotare le realtà museali cittadine di una governance autonoma com'è accaduto nel caso di Venezia (ma l'assessore si è detta perplessa, a causa dei possibili costi) e ha rilanciato anche la creazione di un Museo della Città a Castel San Pietro. Dall'esterno, invece, Giorgio Massignan (VeronaPolis) chiede «di creare un itinerario museale dalla tomba di Giulietta, alla Gran Guardia, al museo lapidario Maffeiano e a Castelvecchio, per terminare con l'Arsenale, cui poi si aggiungerebbero la Galleria d'Arte Moderna, il museo archeologico e Castel San Pietro, quale sede del museo della città e del Risorgimento». Molte proposte e diverse idee, quindi. Sperando di vederne almeno alcune, da settembre, alla fase realizzativa.
Corriere della Sera
29 Luglio 2017
✓ Entità verificate
Verona. Il risiko dei musei, la riorganizzazione dopo la decisione sull'Arsenale
LI
Lillo Aldegheri
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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