LA SCOPERTA A CAPO DON IMPEGNATI 60 STUDENTI DELL'ISTITUTO PONTIFICIO, QUI I RESTI DI UNA BASILICA EXTRAURBANA DEL SESTO SECOLO UNA giornata interamente dedicata all'archeologia, quella di martedì 25 luglio, ricordando un grande studioso del ponente medievale come il ventimigliese Giuseppe Palmero ma soprattutto la certezza che a Capo Don, tra Taggia e Riva Ligure nell'imperiese, c'è un sito archeologico unico nel suo genere. Sei settimane di scavi e 60 studenti del Pontificio Istituto di archeologia cristiana di Roma provenienti da tutta Italia, Europa e persino dalla Siria hanno fatto emergere dalle profondità del terreno, nascoste lì da millenni, importanti novità dal punto di vista storico e sociale. Si tratta ha detto Gabriele Castiglia del Pontificio Istituto di archeologia di uno dei siti più importanti del ponente ligure perché qui sorse nel VI secolo una basilica cristiana di grandi dimensioni, la più grande basilica extraurbana di tutta l'Italia nord occidentale. Fu voluta dal vescovo di Albenga che la uso per cristianizzare l'estremo ponente quando Ventimiglia ancora non aveva un vescovo." "Questo è lo scavo più grande della Liguria in questo momento spiega Aurora Cagnana della Soprintendenza dei beni culturali ed artistici della Liguria e in serbo c'è l'apertura e lo scavo dei sarcofagi e sepolture che sono state messe in luce in grande quantità questa estate." E ancora: "Lo scavo in questo sito continuerà perché c'è ancora molto da indagare, vedi le sepolture o la navata centrale della chiesa; ci sono molte sorprese che ci aspettano ma lo studio, poi globale dei rapporti e dell'architettura ci sarà molte risposte sulla cristianizzazione in Liguria." Già, perché il sito di Capo Don, secondo gli studiosi, è legato anche alla cristianizzazione di Genova, ad esempio nella figura di San Siro e per Cagnana "Capo Don ci darà tante risposte sul piano storico ma anche sui legami tra la viabilità antica romana ed i fenomeni di cristianizzazione, tra i proprietari di ville tardo romane ed i proprietari che si convertivano al cristianesimo e donavano il loro territorio alla chiesa". Ssoddisfatto anche il sindaco di Riva Ligure Giorgio Giuffra: "6 settimane di scavi, 7 anni di ricerche, siamo arrivati ad una conclusione. Il sito archeologico di Capo Don è un'eccellenza del panorama ligure e nazionale per quel che riguarda l'archeologia".