Cantieri ripartiti dopo lo stop dell'edilizia e un nuovo direttore, il londinese Paul Feakes Una coppia di turisti coreani scatta una foto davanti alla targa ancora appesa accanto alla porta d'ingresso del Gucci Museo in piazza della Signoria, per poi andar via delusa dal non essere potuta entrare nella caffetteria di cui aveva letto su una guida. È una scena che si ripete ormai da qualche mese davanti al Palazzo della Mercatanzia, da settembre 2011 scelta da Gucci come dimora del proprio museo. Disposto su tre piani secondo il progetto dell'allora direttore creativo Frida Giannini, il museo inaugurato per il 90 anni della griffe era diviso in sale a tema, che dal viaggio alla gran sera ripercorreva con abiti e accessori la storia della maison. Ma con l'arrivo di Alessandro Michele alla direzione creativa questa visione andava rivista. Anzi rivoluzionata. Si era partiti lo scorso anno con l'introduzione di due intere sale dedicate a Tom Ford, già direttore creativo del marchio negli anni Novanta e mentore nel 2002 di Alessandro Michele. Ma la consacrazione del maestro con oltre 50 outifit e accessori e il rifacimento del look della caffetteria e dell'area dedicata alle pubblicazioni di moda non era sufficiente forse a comunicare la dirompente visione di Michele che solo pochi giorni fa ha riconfermato la sua verve creativa con il lancio della campagna autunno inverno ispirata al genere cinematografico fantascientifico degli anni '50 e '60. I lavori dopo il temporaneo blocco, come in altri palazzi storici di Firenze, dovuto ad una sentenza della Cassazione sono ripresi e procedono spediti ma nessuna dichiarazione ufficiale trapela dalla maison che sul sito del museo informa sulla temporanea chiusura e promette rapidi aggiornamenti. C'è da aspettarsi una rivisitazione radicale che oltre ad una ristrutturazione degli spazi e delle sale riveda in sé anche il concetto di spazio espositivo, che nel nome potrebbe forse anche non contenere più la parola «museo». Nell'attesa di scoprire in quale eclettica forma verrà presentato al mondo l'heritage di Gucci si sa che il nuovo direttore è il londinese Paul Feakes (già gallerista a Marina di Pietrasanta assieme al compagno americano Brad Brubaker di Accesso Galleria), che nel 2015 aveva affiancato Fulvio Pierangelini nell'apertura di «Irene» concept restaurant nell'hotel Savoy e quindi San Niccolò 39. Sarà lui a dirigere il negozio che dovrebbe prendere, ma solo in parte, il posto della caffetteria. Forse uno store dove potremmo vedere, solo a Firenze, edizioni limitate di pezzi d'archivio Gucci rieditati ad hoc da Michele?