La «firma» degli ultrà (che si dissociano) sulla Collegiata e su un leone Empoli. «Piazza dei Leoni è Desperados». Un altro sfregio: Empoli ieri mattina si è svegliata con piazza Farinata degli Uberti piena di scritte nere sui suoi monumenti simbolo. Come una settimana fa, quando la lapide dei deportati empolesi nei campi di concentramento nazisti fu vergata con una svastica nera. Stavolta le scritte hanno imbrattato la facciata della Collegiata di Sant'Andrea, uno dei leoni della fontana centrale uno di quei leoni da cui prende il soprannome la piazza e un muro sotto le logge. Il commissariato di polizia e i vigili urbani hanno dato immediatamente il via alle indagini, cercando di individuare l'autore o gli autori del gesto anche grazie alle immagine riprese dalle oltre 40 telecamere installate in cento. Da quanto si apprende, il vandalo sarebbe addirittura entrato in piazza con l'auto. Empoli ha reagito con sdegno. Il sindaco Brenda Barnini, condannando il gesto, ha invitato i residenti all'inaugurazione dell'opera di Bill Viola a Palazzo Pretorio, a due passi della Collegiata: «Non lasciatevi abbrutire, non regalate il vostro cervello al torpore, non è scrivendo status e commenti che trasudano violenza che salverete la bellezza e la storia di Empoli ha scritto Barnini su Facebook Uscite di casa, venite a vedere l'opera di Bill Viola, portate i vostri figli e nipoti e insegnate loro cosa vuol dire amare la nostra città». Il gruppo ultras dei Desperados si è dissociato dalle scritte, diffondendo sui social network questo messaggio: «Non è nostra intenzione rovinare i simboli e i reperti storici della nostra città, chiunque frequenti il gruppo o la maratona può capire perfettamente la nostra estraneità ai fatti». La rimozione della vernice spray non sarà semplice. Per quanto riguarda la Collegiata, la sovrintendenza ai beni culturali dovrà fare un sopralluogo e stabilire a chi affidare l'intervento. «In questi casi per prima cosa si cerca di stabilire che vernice è stata usata spiega Paola Lorenzi dell'Opificio delle pietre dure di Firenze facendo piccolissimi prelievi e prove in laboratorio, per capire anche quanto a fondo può essere penetrato; oppure sul posto con prove di pulitura. Il rischio infatti è che, se non viene individuata la vernice precisa usata per la scritta, si faccia un danno ancor più grosso». Il marmo bianco, poroso, potrebbe infatti assorbire i prodotti usati per cancellare la scritta, o espandere ancor di più il nero, lasciando un alone sulla facciata. In questo caso il danno sarebbe irreversibile.