VERONA. Il futuro dell'Arsenale di Borgo Trento torna questo pomeriggio all'attenzione della giunta comunale. Sarà infatti presentata una relazione dettagliata sullo stato di avanzamento del project financing di Italiana Costruzioni e sulla possibilità di bloccare tutto, adottando la delibera (pronta già da molti giorni) per la revoca della delibera con cui, il 30 novembre scorso, il consiglio comunale aveva dato via libera al progetto stesso. Il tema è delicatissimo, e coinvolge problemi sia legali che economici (con il bilancio 2017 da modificare «di corsa» per dirottare altrove, senza vederli finire in fumo, i 14,5 milioni che la giunta Tosi aveva messo a disposizione come contributo pubblico). Nella stessa riunione, l'assessore all'Urbanistica, Ilaria Segala, potrebbe parlare anche del progetto di un nuovo centro commerciale in località La Cercola, a San Michele Extra: anche in questo caso, in discussione il modo migliore per bloccare e revocare una decisione della giunta Tosi, approvata all'inizio di giugno e che prevede un centro commerciale da 25mila metri quadri, con inizio lavori a metà del prossimo anno e con la realizzazione, come «opera compensatoria» del parcheggio scambiatore per il futuro filobus cittadino, con 220 posti auto e 8 stalli bus. Subito dopo la riunione della giunta, oggi pomeriggio si aprirà quella del consiglio comunale, che vede in discussione anche una domanda d'attualità di Michele Bertucco proprio sul tema de La Cercola. Bertucco ricorda che «prima di andarsene, l'amministrazione Tosi ha voluto fare alla città un ultimo regalino di salute, approvando il Piano urbanistico attuativo per la realizzazione del terzo centro commerciale a Verona Est. La Cercola andrà quindi ad aggiungersi ai già esistenti "Le Corti Venete" e "Verona Est"». Ciò premesso, il leader di «Sinistra e Verona in Comune» chiede di sapere «quali iniziative siano state messe in atto dall'amministrazione Sboarina per bloccare questo devastante insediamento». Lo stesso Bertucco ha intanto proposto che l'Amministrazione comunale applichi un «regolamento del verde», peraltro già approvato ai tempi della giunta Zanotto, che impedirebbe tra l'altro «le potature radicali, nonché l'esecuzione dei trattamenti periodici sulle piante lasciando l'abbattimento (le cui motivazioni devono essere sempre certificate da perizia tecnica) come ultima spiaggia».