E luce fu. In senso reale e metaforico. Al calar del sole, le mura orientali di Selinunte, il più grande parco archeologico di Europa, si illuminano creando un effetto suggestivo e valorizzando le rovine dell'antica città greca, protesa verso il mare di Sicilia, a sud-ovest. Succede da ieri sera, con l'inaugurazione del nuovo impianto di illuminazione della cinta muraria. È il primo passo compiuto da un progetto che vede alleati novità assoluta nell'isola le istituzioni pubbliche e un'azienda privata. Per la precisione, una grande cooperativa vitivinicola, con sede a Menfi (Agrigento), i cui vigneti lambiscono il sito archeologico. L'idea di sponsorizzare i restauri del parco (che aspira a diventare patrimonio Unesco), per promuoverlo e migliorarne la fruizione, è della «Cantina Settesoli». Certo, non si può ignorare che l'iter preliminare all'accordo con la Regione Sicilia è stato lungo e accidentato. Ma ora un risultato concreto, visibile, c'è. Fiat lux, insomma. Fatto sta che, ieri, la squadra dei rappresentanti pubblici e privati si è presentata alla stampa, raccontando con una punta di orgoglio ciò che è stato fatto e ciò che ancora si farà. Al tramonto, mentre si festeggiava l'evento sotto le mura orientali, Selinunte riprendeva a brillare. Per la «Cantina Settesoli» era presente il presidente Vito Varvaro, manager di lungo corso. Che ha creduto fortemente nel progetto. «Vogliamo restituire Selinunte al suo antico splendore», ha ripetuto. L'elemento significativo di «Settesoli sostiene Selinunte», campagna di raccolta fondi avviata nel settembre del 2016, è che va avanti sviluppandosi nel tempo: l'accumulo delle risorse continua, con l'obiettivo di attuare nel parco archeologico, l'uno dopo l'altro, interventi mirati. Il meccanismo è semplice: per ogni bottiglia di vino Settesoli venduta nei supermercati di tutta Italia, 10 centesimi vengono destinati all'operazione Selinunte. Ad oggi sono stati raccolti 120 mila euro. Il nuovo impianto di illuminazione è costato 22 mila. Altri 42 mila serviranno per l'illuminazione del Tempio C (dedicato al dio Apollo) e per la realizzazione di un percorso pedonale che dalle mura orientali dell'acropoli condurrà allo stesso tempio, attraverso un accesso agevole anche per i disabili. Alla cerimonia della «luce», ieri sera erano presenti, oltre a Varvaro, l'assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, Carlo Vermiglio, il dirigente generale dei Beni culturali, Gaetano Pennino, il direttore del parco, Enrico Caruso, il commissario del parco, Pietro Sciortino.