Il 2 agosto vertice Mibact-Campidoglio sull'area dei Fori. Franceschini: biglietto unico «Il 2 agosto abbiamo in programma un vertice operativo col Campidoglio sull'area dei Fori. Mi auguro che si possa arrivare a un biglietto unico». Dario Franceschini, ministro per i Beni e le attività culturali, il giorno dopo la sentenza del Consiglio di Stato che riavvia senza se e senza ma il nuovo Parco Archeologico del Colosseo guarda avanti e non polemizza. Evita di attaccare duramente la giunta comunale romana che aveva presentato un ricorso contro la riforma, in un primo momento accolto dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio con una sospensiva. Ma il Consiglio di Stato ha dato pienamente ragione a Franceschini e alla sua riforma, soprattutto al concorso internazionale per la ricerca di uno studioso-manager: «Sono arrivate già ben 84 domande, e in 14 casi si tratta di stranieri. Il nuovo direttore o nuova direttrice si insedierà il 1 gennaio 2018». L'incontro del 2 agosto nasce dall'intesa siglata da Franceschini a suo tempo col Campidoglio, quando era sindaco Ignazio Marino, che prevedeva una collaborazione finalizzata a un ingresso unico Fori Romani (di proprietà statale) e Fori Imperiali (del Comune) oggi costretti a un assurdo doppio pagamento di ingressi. Franceschini coglie anche l'occasione per fare chiarezza sulla suddivisione degli introiti dello sbigliettamento del Colosseo: «È stato detto che Roma avrebbe perso finanziamenti». «Il Campidoglio non ha mai avuto direttamente ripartizioni di quel denaro, così come lo Stato non partecipa agli utili dei Musei Capitolini. È vero invece che l'80 dei ricavi del Colosseo serviranno a finanziare il patrimonio romano, solo la quota del 20 finirà in quel fondo nazionale al quale concorrono tutti i musei e che permette il funzionamento di realtà culturali poco visitate e dunque prive di proventi». Sempre Franceschini ha inviato un ulteriore messaggio al Campidoglio: «Procederò presto alla nomina del Comitato Scientifico del Parco Archeologico del Colosseo nonostante il Comune di Roma non abbia ancora indicato il proprio rappresentante così come in nessun altro dei musei statali autonomi presenti sul suo territorio». La riforma prevede infatti che nei Comitati Scientifici dei diversi musei autonomi sia presente un rappresentante dell'amministrazione locale: ma il Campidoglio non ha mai nominato nessuno, né per il Parco del Colosseo né, per esempio, per il Museo Nazionale Romano.