Cinque titoli, quattordici rappresentazioni, 12.500 spettatori. La prima edizione della rassegna di drammaturgia antica Pompeii Theatrum Mundi , organizzata dal teatro Nazionale dalla soprintendenza di Pompei chiude con tutti sold out. Teatro Mercadante libero dai sigilli e bilancio entusiasmante agli Scavi. Luca De Fusco, non è un sogno di mezza estate? «Ci speravo ma non ero sicuro. Poi un tutto esaurito dopo l'altro al Teatro grande degli Scavi mi hanno persuaso: non abbiamo pagato nemmeno lo scotto della prima edizione che in genere fatica ad affermarsi. E questo non avendo mica Roberto Bolle in cartellone: i nostri nomi erano di qualità, ma non tali da richiamare folle. Invece le abbiamo avute». Quanti campani e quanti turisti? «È il dato che interessa di più anche me, ma non l'abbiamo ancora scorporato. Sarà utile analizzarlo». Questi numeri non fanno solo piacere, «salvano» anche la stagione del Mercadante che ha subito il sequestro per mancanza dell'antincendio. «Sì, una salvezza strategica che avevamo messo in campo per tempo. Non che presagissimo, ovvio. Grazie alla assai proficua collaborazione con il soprintendente Massimo Osanna, abbiamo varato un piano quadriennale che, dopo questa del debutto, ci consente per il triennio successivo del Nazionale di offrire altre tre edizioni pompeiane». Anticipazioni sui titoli? «Siamo già a buon punto con la programmazione, ma riferirò prima al cda. Posso solo dire che l'autore privilegiato sarà Sofocle e, per quel che mi riguarda, il tema della giustizia nella sua opera tragica. Essendo, poi, il nostro presidente Patroni Griffi un giurista, stiamo pensando anche di organizzare al contempo un grande convegno internazionale sulla giustizia». Giustizia, Sofocle, quindi lei dirigerà l'Antigone? «Vedremo. Di certo abbiamo un progetto di accordo triennale con la Grecia, non solo Epidauro, e con Parigi, a partire dal Théâtre de Chaillot, così da coprire il bacino del Mediterreano». C'è sempre qualcosa da perfezionare. «Sì, due. Non abbiamo apprezzato che l'Inda Istituto nazionale del dramma antico abbia proposto Fedra il 27 e il 28 luglio prossimi nel cartellone delle terme di Baia. Con Osanna ci siamo detti: noi "siamo Pompei", abbiamo il dovere di proporre titoli in esclusiva in Campania, non consentiremo che questo incidente si ripeta. La seconda è l'orario: credo sia necessario iniziare prima gli spettacoli, sia perché le "pietre" al tramonto si raccontano di più, sia perché alle 23, quando esci, è praticamente impossibile cenare a Pompei. Anche noi abbiamo rischiato di rimanere digiuni». C'è anche l'ipotesi che i ristoranti allunghino gli orari delle cucine. «Ci vogliono anni per un'evoluzione turistica in questo senso...». Altre anticipazioni? «Inseriremo uno spettacolo di danza ispirato a un classico e mi piacerebbe proporre, come già al Pausilypon, un doppio appuntamento: letture nel pomeriggio, pausa ristoro con cena, poi spettacolo. Ma questo è ancora un sogno di mezza estate».