«È nella mission dei direttori dei musei il poter modificare il costo del biglietto d'ingresso adeguandolo alle necessità», è il commento di Eva Degl'Innocenti, la pistoiese che dirige il Museo Archeologico di Taranto. «Se il direttore degli Uffizi ha preso questa decisione è perché ha fatto delle analisi approfondite. La scelta è legittima perché ogni museo è una realtà sociale ed economica a sé, e nel caso di Firenze stiamo parlando di una città assalita dai turisti». Difende, quindi, la mossa di Eike Schmidt l'archeologa di Pistoia che è arrivata alla guida del più importante museo archeologico italiano, insieme a quello di Napoli.«La nostra - aggiunge - è una situazione completamente diversa. Taranto non è una città turistica e non conosce gli assalti di visitatori come Firenze, che è un caso quasi unico. Il MarTA persegue una politica di accessibilità nelle tariffe d'ingresso che riguarda non solo i turisti ma soprattutto i residenti». Gli sconti per i residenti, spiega la Degl'Innocenti, dipendono dalle convenzioni con le singole amministrazioni e non sempre sono possibili: «Si possono però studiare delle formule, tipo gli abbonamenti, vantaggiose per chi vive nel territorio».La sua lunga permanenza in Francia, dove ha diretto il Servizio dei beni culturali e il centro d'interpretazione Coriosolis dei Comuni Plancoët Plélan in Bretagna le permette però di sottolineare come la congestione di visitatori nei nostri musei è una problematica squisitamente italiana dove «i quattrocento musei disseminati nel Paese sono prevalentemente musei di sito, nati per raccogliere opere di provenienza locale, diversamente dai grandi musei di collezione come il Louvre».(j. p.)