APUANE, il Tar della Toscana salva il Pit e le sue norme di salvaguardia. Assegna la vittoria alla Regione, contro cui si era scagliata una società di escavazione del marmo. E il governatore Enrico Rossi celebra il successo urbanistico: «Le cave delle Apuane ora devono rispettare le regole regionali che noi abbiamo voluto. È una vittoria per l'ambiente e per il lavoro», sono le sue prime parole postate su Facebook. La società di escavazione aveva provato invece ad ottenere un colpo di spugna. Aveva chiesto al Tar di cancellare le norme del Pit, il Piano di indirizzo territoriale sul quale si è discusso in Toscana per mesi e mesi. Ma il tribunale amministrativo ha deciso di respingere il ricorso contro il piano paesaggistico toscano approvato dalla Regione d'intesa con il ministero. E la strada della tutela delle Apuane e di un'attività estrattiva sostenibile è a questo punto libera: «Il piano paesaggistico è legittimo nella disciplina dell'attività estrattiva. È legittimo il divieto di non cavare marmo sopra i 1200 metri, l'obbligo della valutazione di compatibilità paesaggistica, l'obbligo dei piani di bacino, la previsione dell'obiettivo della filiera corta», aggiunge il govfernatore elencando le norme stabilite dal Pit e adesso confermate dal Tar. E adesso «è un piano legittimo che i cavatori devono rispettare», insiste il governatore. D'altra parte i giudici amministrativi sono stati netti: il Pit è legittimo perché intende controllare le trasformazioni irreversibili delle Apuane. Come è legittimo indicare le quantità sostenibili, le localizzazioni delle nuove attività estrattive e gli interventi di riqualificazione paesaggistica. Il senso insomma è che il Pit non abroga l'attività estrattiva ma la disciplina in ragione del suo impatto. Anzi, per il Tar è pure legittimo l'obiettivo di arrivare nel 2020 almeno al 50 di "filiera corta". Ed altrettanto condivisibile è il divieto di attività estrattive sopra i 1.200 metri, anche nel caso di cave sotterranee, perché non tutela solo l'aspetto esteriore della montagna: «Si dimostra che la Regione non vuole penalizzare l'escavazione ma tutelare ambiente e lavoro, rendendolo sostenibile», dice l'assessore all'urbanistica Vincenzo Ceccarelli. (m.v.)