LE REAZIONI I DUBBI DI ITALIA NOSTRA SULLE VOLUMETRIE, LE NUOVE RESIDENZE E I TRASPORTI «NON ci posso credere». È molto stupito Vezio De Lucia. Il padre del progetto Bagnoli, di quelle linee che città e amministrazione hanno tentato di tener ferme, comunica da Roma tutta la sua meraviglia, quasi incredulità, per ciò che legge sull'accordo siglato due giorni fa. «Spero di non sbagliarmi - scrive sul sito "eddyburg.it" - ma l'accordo su Bagnoli sottoscritto fra il ministro De Vincenti e il sindaco de Magistris sembra un buon accordo. Conferma le scelte di fondo del piano regolatore e del piano attuativo formati negli anni ormai lontani di Bassolino e rimaste impantanate per successivi errori e ripensamenti». Segue una serie di "se", di ipotetiche che riguardano il passaggio dalla teoria ai fatti: lo smantellamento della colmata, nessuna riduzione della superficie del parco, la spiaggia tutta balneabile, l'arretramento di Città della Scienza. Se tutto ciò avverrà davvero «allora penso di poter tranquillamente dichiarare che siamo di fronte a un esito più che soddisfacente». Restano per De Lucia alcune ombre, ad esempio il porto a Nisida, «ma nel complesso un risultato importante è stato raggiunto». Fortemente negativo invece rimane il giudizio sul decreto "Sblocca Italia" e sul commissariamento che ne è derivato, ma evidentemente le varie battaglie hanno «indotto Renzi e Gentiloni a fare marcia indietro». Un po' più dubbioso il giudizio di Italia Nostra, vergato da Guido Donatone e dall'ex assessore comunale all'urbanistica Luigi De Falco, che poi de Magistris sostuituì con Carmine Piscopo. I due ritengono che «con la conferma dei 120 ettari del Parco, la rimozione della colmata e l'arretramento del museo di Città della Scienza, il fronte ambientalista incamera un importante esito della ferma azione di difesa e attuazione del piano regolatore, a suo tempo impostato da De Lucia in sinergia con Italia Nostra. Tuttavia si evidenziano alcune forti criticità. La liberazione del fronte mare non risulta affatto conseguita, così come appare nei disegni divulgati nelle ultime ore». I due notano che «si rivedono il borgo abitato, una lunga cortina prevalentemente commerciale che costeggia la strada, accostata al dislivello, e perfino sono conservati i ruderi del museo». Anche loro puntano lo sguardo critico su Nisida, verso «il porto turistico nell'ansa naturale in contrasto con vincolo Mibact (di cui la Soprintendenza dovrebbe chiedere il rispetto) e la privatizzazione delle spiagge a sud verso Trentaremi». Punti su cui con l'intesa il Comune «sembra aver apportato solo un peggioramento delle previsioni di Invitalia». Dubbi anche sulle volumetrie, per le quali «si registra il forte incremento di spazi commerciali all'interno delle cosiddette archeologie industriali», sulle nuove residenze che «non si comprendono se non destinate agli abitanti del borgo che avrebbero dovuto esservi trasferiti», infine sui trasporti perchè «non si condivide la conservazione in superficie della linea ferrata che ancora divide l'abitato di Bagnoli da Coroglio, invece prevista interrata dal Prg vigente». Infine c'è anche chi emette un giudizio tanto lapidario quanto sardonico. Si tratta di un altro amministratore che con Bagnoli ha avuto a che fare, ovvero Riccardo Marone, prima da vicesindaco con Bassolino poi da presidente di "BagnoliFutura". Due righe che sono una stilettata: «Una legge speciale, un commissario straordinario, tre anni per partorire il piano già approvato nel 2006. E i soldi per realizzarlo?». (roberto fuccillo)