Rosa Leso ex sindaco di Desenzano In questi giorni i media riservano ampio spazio alla notizia del riconoscimento delle mura della città di Bergamo e di quelle della città di Peschiera come siti riconosciuti dall'Unesco, patrimoni dell'umanità. È indubbio il valore di questi siti e quindi non può non essere apprezzato il meritato riconoscimento. Desenzano, durante il mandato amministrativo del centro sinistra (20122017), aveva accolto con entusiasmo la suggestione di Massimo Tedeschi, giornalista ed editorialista della pagina Brescia del Corriere della sera, di inserire il lago di Garda fra i siti Unesco, ritenendo il Garda in grado di presentare un valore universale ed eccezionale capace di soddisfare almeno uno dei dieci criteri individuati dalla Convenzione Unesco del 1972 per essere inserito nella lista del patrimonio mondiale. Gli elementi che favorirebbero la candidatura del Garda a sito Unesco in particolare potrebbero essere rinvenuti: Nella peculiarità dell'insediamento umano sulle sponde del lago, rappresentativo di una cultura che interagisce con l'ambiente (rif. al criterio V); Nell'importanza estetica naturale di paesaggi ed elementi di particolare bellezza (rif. al criterio VII); Nel riferimento alla formazione geologica del sistema terrestre quale testimonianza di processi delle grandi ere della storia della terra ( formazione del bacino e del sistema morenico) (rif. al criterio VIII). Furono presi contatti con vari Enti, con associazioni, con i Sindaci delle quattro provincie(Brescia, Mantova,Verona,Trento) e furono realizzati incontri pubblici sul tema . Importante per questo percorso furono anche le indicazioni e l'esperienza trasmessaci dai promotori della candidatura del sito Unesco delle Dolomiti. Venne segnalata l'iniziativa al Ministro dell'Ambiente e recentemente alla Presidente della Commissione Cultura della Camera. Fu anche presentata da parte dell'allora maggioranza, un mozione in Consiglio comunale, esattamente il 29 novembre 2013,che purtroppo ebbe il sostegno della sola maggioranza e di un solo consigliere della minoranza( Cavalieri). L'allora consigliere Malinverno, oggi sindaco, si astenne! Dai vari incontri nacque la proposta di un sito seriale: sull'esperienza di recenti riconoscimenti di altri siti Unesco ( Dolomiti e Langhe del Monferrato), il sito Garda potrebbe godere a scala vasta di un ampio territorio gardesano in cui si riconosce un paesaggio gardesano con marchio Unesco all'interno del quale si individuano delle eccellenze più puntuali, alcune con carattere esclusivamente naturale, altre con carattere antropico ed altre ancora miste. Questi siti che vengono definiti «core zone» sarebbero perimetrati da un buffer zone (zone di protezione e di tampone) che potrebbe coincidere con tutta la fascia perimetrale al lago. Il riconoscimento potrebbe favorire una gestione comune e più oculata del territorio gardesano, favorendo la nascita di una governance attenta allo sviluppo e alla tutela del paesaggio in modo unitario. Questo consentirebbe un'integrazione armonica tra la componente antropica e naturale, attraverso anche un efficiente investimento delle risorse disponibili. Inoltre l'importante promozione turistica di un territorio con marchio Unesco consentirebbe un miglioramento del paesaggio dal punto di vista sociale (vivibilità, sostenibilità, economia). Una sfida che merita di essere colta per un modello di sviluppo sostenibile, che fonda il nostro futuro sulla valorizzazione attenta di un patrimonio immenso,che ci è stato donato affinché lo restituiamo intatto ai nostri figli e ne garantiamo la protezione per il futuro.