I fucsia: polemica sterile contro il sindaco. Proposta Pd: pagina con tutte le mostre VENEZIA. Promozione culturale o conflitto d'interessi? Servizio di informazione o spazio pubblicitario privilegiato? Nel dubbio, meglio rimuovere ogni cosa. Da ieri mattina infatti dopo la denuncia e l'interpellanza del Gruppo Misto Ca' Farsetti ha tolto la mostra «Magister Giotto» in programmazione all'ex Scuola grande della Misericordia dalla home page del sito internet del Comune, relegando la pubblicizzazione in una pagina interna tra i vari appuntamenti e notizie. L'esposizione multimediale dedicata a Giotto infatti è privata e la mostra sconta la «colpa» di essere stata allestita negli spazi della Misericordia, location affidata alla gestione del Luigi Brugnaro imprenditore (che ha affittato gli spazi per l'esposizione). «Su questa storia preferisco vederci chiaro prima di esprimermi commenta l'ex capogruppo fucsia Maurizio Crovato Certo, la legge che disciplina gli uffici stampa distingue nettamente tra comunicazioni istituzionali e pubblicità, e non escludo che ci possa essere stata qualche svista per "Magister Giotto"». Meno propensi all'autocritica la maggior parte della maggioranza che liquida la questione come «l'ennesima querelle sterile di chi vuole solo dare addosso all'amministrazione». «Quando in città sono organizzate iniziative importanti è giusto e doveroso darne comunicazione taglia corto Paolo Pellegrini (Lista Brugnaro) Questa è una battaglia di retroguardia portata avanti da chi, a ruoli invertiti, probabilmente si muoverebbe alla stessa maniera». Aggiunge il capogruppo della Lega Giovanni Giusto: «I cittadini del Comune hanno una riduzione del ticket e la possibilità di entrare gratuitamente una volta a settimana. Ecco perché ha senso che la cosa venga diffusa anche attraverso il sito istituzionale». «Se si può fare qualcosa di buono per Venezia, anche in uno spazio di Brugnaro, ben venga chiosa il consigliere di Forza Italia Saverio Centenaro Abbiamo eletto un imprenditore, sapevamo che aveva "interessi" in città, ma qui si pubblicizza una mostra importante, che merita la giusta valorizzazione a prescindere da tutto, non è certo uno scandalo». Per evitare altre situazioni simili qualcuno propone di lavorare su un terreno neutrale: «Perché non realizzare una piattaforma terza dove raccogliere tutte le iniziative, private e pubbliche, che insistono nel territorio comunale? si chiede Nicola Pellicani (Pd) Almeno non ci sarebbero più problemi di discrezionalità nella scelta di cosa pubblicare e cosa no». Anche Davide Scano (M5s) resta perplesso davanti all'operazione del Comune: «Per "Magister Giotto" sono stati riportati orari e costi dei biglietti, mentre per tante altre realtà cittadine non c'è mai spazio». Certo è che la cancellazione dalla home page della mostra conferma che la denuncia dei consiglieri Serena e Scarpa non era campata in aria. «Ne prendo atto positivamente: è la dimostrazione di come i consiglieri di maggioranza e opposizione debbano svolgere il loro lavoro in trasparenza e collaborazione, a tutela di tutti i veneziani», dice Serena .