Accesso attraverso parco Fedrigotti e passeggiata sopra Rovereto. Due anni di lavori Il Mart sta studiando un nuovo collegamento con il centro di Rovereto. «Avvicinando il Mart alle strutture adiacenti, articolando il traffico in modo diverso, sfruttando il giardino di corso Bettini e ideando una passeggiata che porti sopra alla città» spiega il direttore Maraniello. L'idea è ricavare un nuovo accesso da parco Fedrigotti, restituendo lo spazio verde al pubblico. Il disegno nascerà dal «papà» del Mart Mario Botta. Due gli anni di lavori previsti. TRENTO. Per chi quotidianamente lavora nel settore, può sembrare una banalità. «Ripeterlo è tuttavia importante rimarca Gianfranco Maraniello La cultura è fonte di crescita individuale, ma è anche ricaduta economica sul territorio». Tant'è che il direttore del Mart sin dall'inizio del suo mandato ha ricostruito i rapporti con la città di Rovereto, instaurando un dialogo sempre più disteso con operatori, esercenti e categorie. Il processo di mutua-collaborazione presto farà un passo ulteriore: con Provincia, università e Comune, il museo sta studiando un nuovo collegamento con il centro destinato a rinnovare il proprio aspetto. «Avvicinando il Mart alle strutture adiacenti, articolando il traffico in modo diverso, sfruttando il giardino di Corso Bettini e ideando una passeggiata che porti sopra alla città, allungando i tempi di fruizione». L'idea è ricavare un nuovo accesso da parco Fedrigotti (ex Dame Inglesi), restituendo lo spazio verde al pubblico, così da creare una passeggiata verso il centro e verso la collina roveretana. Una piccola rivoluzione per disegnare «un itinerario fluido nelle bellezze della città» e che sarà affidata alla mano di Mario Botta. L'architetto ha già preparato una bozza: «Spinto dall'entusiasmo mi ha regalato un primo schizzo», fa sapere Maraniello. Anche Giulio Andreolli, co-progettista del Mart con Botta è già stato informato. Con 1,92 miliardi di valore aggiunto prodotto in regione, 33.700 occupati e 4.900 imprese, l'eco-sistema della cultura vive una stagione di pieno dinamismo. I numeri, contenuti nel rapporto Symbola-Unioncamere (Corriere del Trentino di ieri) sono ben noti a istituzioni e attori del settore. Nulla, tuttavia, accade spontaneamente. Per rendere evidente l'equazione partecipazione alla cultura quindi crescita economica e turistica alle spalle ci sono chiare strategie. «Il Mart ha una ricaduta importante sulla città» ricorda Maraniello, che oltre alla definizione dei contenuti prettamente artistici, con il tempo ha cercato di coinvolgere gli esercenti, in principio guardinghi. «Abbiamo trasferito a tutti gli operatori le informazioni sulla programmazione, per organizzare attività sincronizzare» dice. Di più: il mese scorso è partita l'App gratuita «After Mart», ideata in collaborazione con l'Unione commercio di Rovereto. L'applicazione consente ai visitatori del Mart e della Casa d'arte futurista Depero di individuare negozi aperti, sconti, promozioni, gadget o vantaggi dedicati. Ma oltre ai servizi per avvicinare idealmente le diverse offerte di Rovereto, il museo intende anche intervenire a livello urbanistico. «Stiamo studiando con Provincia, università e Comune di Rovereto dei modi per collegare meglio gli spazi adiacenti al Mart e in particolare per articolare il traffico, valorizzando il giardino di Corso Bettini, oggi chiuso al pubblico, che con la sua bellezza può diventare ingresso del museo e congiunzione diretta con il centro, grazie a una passeggiata che può condurre anche sulla collina». L'idea è infatti creare un ingresso da parco Fedrigotti. «L'obiettivo spiega Maraniello è amplificare la vicinanza con il cuore della città, ma anche immaginare una camminata che offra scorci dall'alto, allungando i tempi di fruizione». Dalla bellezza dell'arte alla bellezza del paesaggio. «È già venuto in vista Mario Botta per verificare la fattibilità dell'idea e si è emozionato subito vedendo il parco racconta Maraniello Mi ha regalato dei bozzetti, l'ha fatto pro-bono». Il padre del Mart definirà l'idea in fieri con il co-progettista, Giulio Andreolli. «Non c'è ancora alcun incarico ufficiale ma gli ideatori del Mart saranno certamente coinvolti perché si tratterà di modificare in parte il progetto originario». Oltre al nuovo accesso del Mart, l'ipotesi allo studio con il Comune è ridisegnare i collegamenti con le altre strutture limitrofe e reimpostare la viabilità. «Alla fine potremo parlare di polo-Mart», riflette ancora Maraniello. Chiarito nel dettaglio il perimetro progettuale, si passerà all'appalto vero e proprio. L'intento è arrivare alla realizzazione entro il prossimo biennio. «Musei come il nostro, inseriti in un territorio simile anziché in un'area metropolitana, hanno il compito di dialogare con il paesaggio», spiega il direttore del Mart. Il binomio cultura-turismo diventa quasi inevitabile. Resta tuttavia un avvertimento: se organizzare al meglio la collaborazione con gli operatori economici è la strada da percorrere, non va smarrita la vocazione primaria. «La rendicontazione è fondamentale premette Maraniello ma ricordiamo che ci sono realtà che non si legittimano solo per il profitto». Anche nel caso delle sponsorizzazioni, Maraniello spiega che è in fase di stesura un nuovo piano. «Non puntiamo solo alla pubblicità conclude il direttore del Mart piuttosto intendiamo ideare progetti comuni, una sorta di co-marketing con imprese e aziende».