Verona. «Abbiamo chiesto un incontro al sindaco Federico Sboarina perché ci pare sia il caso di entrare nel merito della nostra proposta, magari al di fuori dei toni da campagna elettorale». Attilio Navarra, presidente di Italiana Costruzioni, fa il punto sul project financing per il restauro dell'Arsenale. VERONA. «Abbiamo chiesto un incontro al sindaco Federico Sboarina perché ci pare sia il caso di entrare nel merito della nostra proposta, magari al di fuori dei toni da campagna elettorale». Attilio Navarra, presidente di Italiana Costruzioni, fa il punto sul project financing per il restauro dell'Arsenale di Borgo Trento. L'altro giorno è scaduto il termine per presentare le offerte (che per il Comune resta comunque sospeso fino al 13 settembre). Si parla di una nuova proposta arrivata in extremis, ma quel che è certo è che Italiana Costruzioni ha rispettato la data prefissata. «Giovedì spiega Navarra - abbiamo consegnato la nostra offerta, come prevedeva il bando. Ora siamo in attesa di capire cosa intenda fare l'Amministrazione, sapendo che molto probabilmente aspetterà l'esito del ricorso al Tar, il 13 settembre. Ma intanto chiediamo di parlare col nuovo sindaco Sboarina». Per dirgli cosa? «Per ribadirgli che noi chiediamo di valorizzare un bene storico, oggi abbandonato e in degrado e con problematiche importanti, a partire, e non è poco, dalla necessità di una bonifica del terreno dall'inquinamento. E ci piacerebbe poter illustrare la vera proposta, perché da quello che leggiamo anche su Facebook si sta facendo un po' di confusione». In che senso? «Quando leggiamo frasi come "'il bene deve tornare pubblico" ci stupiamo molto: l'Arsenale è e rimarrà pubblico, l'unica differenza sarà che, con questa formula, sarà gestito da un privato». In Comune circola una bozza di delibera che propone di revocare quella del 30 novembre e, di fatto, l'intero progetto. Se venisse approvata «io faccio l'imprenditore e non l'avvocato e sono ancora in una fase in cui mi sento più promotore che difensore della proposta. Diciamo che sono ancora ottimista». Torniamo alle accuse degli oppositori, a partire da quella sull'arrivo di un altro centro commerciale in città... «Noi non abbiamo mai realizzato un centro commerciale in tutta la nostra storia e tanto meno pensiamo di farlo in un bene monumentale importante come l'Arsenale: parliamo invece di 2.500 metri quadrati di negozi di vicinato tematici, che è cosa ben diversa. E comunque siamo pronti a discuterne, come abbiamo fatto anche con alcuni oppositori, e parlo della parte più dialogante dello stesso Comitato». Cos'altro direte al sindaco, se vi riceverà? «Mi piacerebbe dirgli di persona che l'unico punto non modificabile è la sostenibilità. È inutile spendere 45 milioni per restaurare un bene e poi porsi il problema di come fare a mantenerlo vivo e fruibile». Viene contestato l'affidamento per 50 anni... «Quella era la nostra proposta di un anno fa. Giovedì si è chiusa una fase di gara, forse con altri partecipanti, magari con proposte di durate inferiori, e quindi questo è un tema aperto, non è un diktat, è la proposta di un anno fa su cui siamo pronti a discutere». Gli oppositori sembrano irremovibili «Ho letto molti interventi su Facebook da parte del Comitato o sulla pagina del signor Bertucco, e mi ha stupito come tutti, ma davvero tutti, propongano idee che stanno già nel nostro progetto». Per esempio? «Si parla di arte e cultura, e noi proponiamo arte e cultura con zona espositiva e Parco d'arte contemporanea. Parlano di attenzione ai giovani e noi sulla corte est abbiamo la città dei ragazzi. Si parla di attenzione agli anziani, e noi abbiamo una parte della corte ovest destinata ai più anziani con ipotesi di una RsaQuello che mi stupisce è l'asimmetria tra certe dichiarazioni pubbliche, probabilmente ancora influenzate dalla campagna elettorale, e la sostanza della proposta. Per questo, se ne avrò occasione, chiederò al sindaco di starci ad ascoltare per 30 minuti e poi valutarla senza pregiudizi». In Comune prepara una variazione di bilancio per spendere diversamente i 14,5 milioni già destinati a contributo pubblico «Mah, l'Amministrazione può anche rifare i tetti con questi 14 milioni, ma dopo non è automatico che il bene monumentale riviva e sia davvero fruibile ». Cos'altro vorrebbe dire al sindaco e ai veronesi? «Vorrei domandare quanti imprenditori privati, in questi decenni, hanno investito 30 milioni in un'iniziativa immobiliare nel centro di Verona: io fatico a ricordarne uno. Villa Reale, a Monza, era rimasta abbandonata per 90 anni e adesso fa 15 mila presenze ogni mese, di cittadini che vengono a seguire eventi, a mangiare al ristorante, a visitare una mostra e vivono quel compendio senza chiedersi se chi la gestisce è un ente pubblico o un privato».