Il sito di Ca' Farsetti pubblicizza l'esposizione privata. Serena e Scarpa: superato il limite VENEZIA. La mostra capeggia in primo piano sulla home page del sito del Comune: «Magister Giotto» sembra così essere l'avvenimento «istituzionale» più importante del momento. Peccato che a parte il patrocinio di Ca' Farsetti la mostra multimediale sia privata, organizzata da Cose Belle per l'Italia (controllata da Europa Investimenti) all'ex Scuola Grande della Misericordia in concessione fino al 2051 a una società riconducibile a Luigi Brugnaro, imprenditore, diventato due anni fa sindaco di Venezia. Conflitti di interessi? Perché il Comune deve pubblicizzare una mostra privata? Se lo chiedono i due consiglieri del Gruppo misto, ex fucsia, Ottavio Serena e Renzo Scarpa che ieri hanno presentato un'interpellanza al sindaco. L'unico legame sembra essere proprio la Scuola della Misericordia, sul cui uso già in campagna elettorale erano scoppiate polemiche da parte degli avversari di Brugnaro. «Un caso di patrimonio pubblico e profitti privati», era intervenuto più volte il Movimento Cinque Stelle anche durante il restauro ben priva che il manager diventasse sindaco. Alla fine la convenzione tra Comune e società prevedeva l'uso pubblico dell'edificio restaurato, fruibile soprattutto dai veneziani. Le perplessità restano, ancor di più dopo l'episodio denunciato dagli ex fucsia. «Quali sono i vantaggi pubblici di questa mostra se anche i veneziani sono costretti a pagare il caro biglietto (13 euro contro i 18 previsti per l'intero, la gratuità è solo al martedì, ndr ) dicono i due . Anche perché il sito internet istituzionale dell'amministrazione da tempo sta pubblicizzando la mostra, fatto assolutamente inusuale per manifestazione non organizzate dal Comune e dalle sue partecipate». I consiglieri si spingono anche oltre chiedendo al sindaco perché sia stato chiesto all'Ufficio stampa dell'ente di redigere un ampio comunicato inviato ai media, facendo pubblicità per un evento «che lo stesso Brugnaro ha dichiarato essere frutto di capitali e investimenti privati». Sullo sfondo c'è la polemica mai sopita sull'intreccio tra interessi pubblici e privati di Brugnaro imprenditore e Brugnaro sindaco. «Il dubbio a questo punto è se non ci siano anche altri fornitori o società partecipate che agiscono sia per il Comune che per questa o altre società private», dice Serena. «Se si fa questo uso spudorato del sito del Comune allora abbiamo abbandonato qualsiasi limite aggiunge Scarpa Così non c'è nessuna separazione tra uso pubblico e privato». I due consiglieri sono pronti ad inviare al prefetto e all'Anticorruzione la documentazione, così come hanno già fatto sull'attività delle società partecipate, in particolar modo di Vela. «Vogliamo capire le spiegazioni perché riteniamo sia di interesse esiziale del sindaco fugare ogni dubbio su ipotetici conflitti di interesse che minerebbero la fiducia della città e delle istituzioni nei confronti dell'amministrazione».