In un libro un anno di lavoro della direzione Giulierini. Presentato il Piano strategico NAPOLI. Ci ha messo la faccia il direttore Paolo Giulierini e con lui i dipendenti del «Mann», il Museo Archeologico Nazionale, ritratti nelle belle pose plastiche di Paolo Soriani, per raccontare, nelle trecento pagine del volume di Electa, un anno di attività. È il primo rapporto annuale del primo anno della direzione Giulierini, già annunciato nel Piano strategico 2016-2019, con l'intento di rendere pubblici, condivisi e monitorabili, gli obiettivi pluriennali, gli interventi strutturali, la visione culturale d'insieme e le previsioni finanziarie. In primis, l'aumento del 18.5 per cento di ingressi (452.000 in totale), i 2000 interventi di restauro, le 21 mostre (tra cui «Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei» e «Carlo di Borbone e la diffusione delle antichità») e i 4 nuovi allestimenti con 2600 metri quadrati di nuovi spazi aperti al pubblico: tra cui i giardini storici nei cortili interni del Museo. Nel segno della «trasparenza verso i cittadini con le cui tasse vorremmo andare avanti», ha detto il direttore nel corso della presentazione del documento, ieri, al Museo. Un resoconto in cui confluisce «tutto il lavoro dello staff del Museo che è fatto di persone e non solo di oggetti». Perché «il Museo è la casa di chi ci lavora, il luogo nel quale bisogna essere orgogliosi di stare». Se il Piano strategico è una dichiarazioni di intenti, di quello che si vorrebbe realizzare, il rapporto annuale (consueto all'estero ma in Italia unico tra i primi 20 musei resi autonomi dalla riforma Franceschini), realizzato con il coordinamento scientifico di Ludovico Solima, docente dell'Università della Campania «Luigi Vanvitelli», è invece la documentazione puntuale di ciò che è stato fatto, dei risultati che il Museo ha ottenuto. Ancora numeri: oltre 2000 interventi conservativi e di restauro, la catalogazione e la documentazione di oltre 2500 reperti, 514 reperti prestati per 39 mostre, 9 allestiti in Italia e 30 all'estero, in 11 paesi diversi, 340 classi accolte per un totale di circa 8 mila studenti che hanno svolto visite e laboratori didattici, 6 i progetti con attività di alternanza scuola-lavoro che hanno coinvolto circa 200 studenti dell'ultimo triennio delle scuole superiori. Al di là dei dati, il rapporto risponde a una logica di trasparenza amministrativa «che dovrebbe caratterizzare non solo la generalità dei musei statali ha sottolineato Giulierini ma anche tutte le organizzazioni che beneficiano di trasferimenti di risorse pubbliche». C'è una novità che colpisce: l'importanza del lavoro svolto dal personale del «Mann», la scelta di dare visibilità ad alcune delle tante persone che lavorano nel Museo, inserendo all'interno i ritratti dei dipendenti fotografati nel corso di una campagna fotografica realizzata per l'occasione, con la supervisione di Francesca Pavese. «Mentre nei musei di altri paesi è consuetudine ringraziare donatori e sostenitori della struttura ha evidenziato Solima , il direttore Giulierini ha invece voluto attribuire quel riconoscimento ai propri collaboratori, rimarcando il loro contributo essenziale per il buon funzionamento del Museo». Ma quanto ha incassato il «Mann»? Le entrate correnti per il 2016 sono pari a 5.572.319,91 euro: di cui 1.948.245 provenienti da bigliettazione. Da segnalare gli 834.442 euro derivanti da contratti conclusi per prestito di materiali archeologici per mostre all'estero. Le entrate in conto capitale, per interventi strutturali a lungo termine per il Piano strategico 2016-2019, ammontano a poco meno di 3.000.000 di euro. Le uscite correnti, al netto degli stipendi Mibact, a 2.622.436,29 euro. E quelle in conto capitale, per l'acquisto di beni durevoli, opere immobiliari, allestimenti e investimenti, a 5.886.377,67 euro.