L'allarme della Ascom: prima volta dopo 10 anni, adesso si passi dalle parole ai fatti In questi anni di crisi lunga e soprattutto durissima per quanto riguarda le ricadute sul tessuto sociale della città il «settore del turismo e della cultura sono cresciuti con costanza» ecco perché dopo dieci anni di «successi» la battuta d'arresto del secondo trimestre del 2017 che per la prima volta ha visto il calo del clima di fiducia di albergatori, ristoratori e delle imprese che vivono sul turismo «è un campanello d'allarme». Maria Luisa Coppa, presidente dell'Ascom, leggendo i risultati dell'indagine su un campione di 800 aziende realizzata nei primi giorni di luglio da Format Research, non nasconde la sua «forte preoccupazione» perché qui si «corre il rischio di compromettere l'intera stagione» e chiede con forza, soprattutto al comune di Torino, di «smettere di parlare perché è arrivata l'ora di passare dalle parole ai fatti». L'indagine trimestrale Che cosa dice la ricerca? Il primo dato che emerge è la conferma che, almeno per quanto riguarda i consumi, la ripresa è ancora lontana. Dunque il clima di fiducia degli imprenditori del settore terziario resta al di sotto «dell'area di espansione», ma si registra un lieve miglioramento nel secondo semestre rispetto ai primi tre mesi del 2017. A livello settoriale, però, i ricercatori guidati da Pierluigi Ascani hanno osservato una situazione anomala per le aziende del settore turistico: l'andamento del livello di fiducia è in linea con quello degli altri settori ma è in forte calo rispetto a quello dei primi tre mesi dell'anno. Il rallentamento è legato all'aumento dei pessimisti sia nei confronti del'andamento economico nazionale, sia, soprattutto a livello locale dove la percentuale di ottimisti sulla prestazione delle proprie imprese è passata dal 67,4 al 60. Un calo del 7,4 che si trascina dietro anche un certo pessimismo per quanto riguarda i ricavi: nel secondo semestre vede rosa il 55 degli intervistati, il 6,7 per cento in meno rispetto al 30 marzo. In questa situazione è inevitabile che ci siano ricadute negative, anche se più contenute, nell'ordine di poco più che mezzo punto percentuale anche sul fronte occupazionale. «Evidentemente - spiega Ascani - in questi mesi è successo qualcosa, c'è una situazione che si sta modificando. È un fenomeno da indagare perché se il dato congiunturale dovesse trovare conferma nei prossimi mesi è possibile attendersi una riduzione delle performance positive anche negli altri settori del terziario». L'allarme e il confronto Già, che cosa è successo? «Purtroppo - spiega Coppa - questi numeri confermano i segnali negativi che in queste settimane erano arrivati dalle nostre categorie: guide, ristoratori, albergatori». Dal suo punto di vista «manca una visione della città in merito all'offerta culturale e turistica». E poi fa un esempio: «Il ritorno dell'autoritratto di Leonardo avrebbe potuto essere l'evento dell'estate, peccato che quasi nessuno ne era a conoscenza e che non sia stata fatta alcuna promozione». Insomma, un'occasione persa: «Come Ascom siamo pronti ad un aperto confronto con tutti i soggetti e gli attori che credono nel turismo come una fonte importante di sviluppo, di crescita e di innovazione». Gli altri settori L'indagine dell'Osservatorio mette in luce un leggero miglioramento di tutto il settore del terziario sia rispetto al livello di fiducia sull'andamento dell'economia italiana sia per quanto riguarda la propria impresa. Ascani spiega che «il livello dei ricavi resta stazionario anche a causa del decremento dei consumi, specialmente di quelli alimentari». Dal suo punto di vista, «la congiuntura è destinata a migliorare nel prossimo trimestre». Resta invariata anche la situazione dell'occupazione e la previsione per la seconda metà dell'anno lascia intravedere, anche in questo caso, un leggero miglioramento.