Verona. Il consiglio comunale lavora per lo «spostamento» ad altro scopo dei 14,5 milioni per l'Arsenale. VERONA. Il consiglio comunale approverà la settimana prossima la variazione del bilancio comunale che dovrebbe contenere lo «spostamento» ad altro scopo dei 14,5 milioni di euro già stanziati come contributo pubblico al restauro dell'Arsenale. La giunta comunale si riunirà oggi per approvare la relativa delibera. E il consiglio la discuterà mercoledì o giovedì prossimo. La decisione è stata presa ieri pomeriggio dai capigruppo consiliari, riuniti per la prima volta sotto la presidenza di Ciro Maschio: una seconda riunione per definire i dettagli è stata già fissata per lunedì prossimo. Gli stessi capigruppo si sono peraltro riservati di convocare un'ulteriore seduta, se necessario, lunedì 31 luglio, ultima data utile prima dell'inizio delle vacanze d'agosto. In tema di Arsenale, proprio oggi, peraltro, scadrebbe (occhio al condizionale) il termine ultimo per presentare le offerte relative al project financing. Quel che è certo, al momento, è che entro oggi a Palazzo Barbieri ci saranno tutte le «carte» relative alla proposta di Italiana Costruzioni. Per gli altri eventuali concorrenti, invece, ci sarà ancora tempo, perché un avviso pubblicato sul sito del Comune di Verona e firmato dall'ingegner Giorgio Zanoni, spiega che «il termine per la presentazione delle offerte deve intendersi sospeso fino all'ordinanza del Tar» che il 13 settembre deciderà sul ricorso presentato da Legambiente e dal Comitato Arsenale. Il gioco ad incastri di queste date è importante per capire cosa è successo e potrebbe diventare ancora più importante in proiezione futura. Come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, a Palazzo Barbieri è stata messa nero su bianco una delibera che revoca la decisione del consiglio comunale del 30 novembre scorso, che dava il via libera al project financing di Italiana Costruzioni. Da quella sera novembrina, però, il project è andato avanti, la gara è stata bandita, le date (compresa quella di oggi) erano state fissate. Poi era arrivato il ricorso al Tar, che ha rinviato una decisione in materia al 13 settembre. Dapprima, il Comune aveva fatto sapere che l'iter della gara si sarebbe fermato fino alla sentenza del Tribunale. Italiana Costruzioni aveva inviato al sindaco Federico Sboarina una lettera-diffida: nella missiva, indirizzata «all'eccellentissimo Comune di Verona», l'impresa contesta al Comune di non aver mantenuto gli accordi presi durante la seduta del Tar che rinviò la sua udienza al prossimo 13 settembre. Adesso invece, sostiene Italiana Costruzioni, il Comune parla di bloccare tutto fino alla sentenza definitiva sul ricorso. Di qui la richiesta-diffida al sindaco a non cercare altri rinvìi, oltre la data del 13 settembre. La lettera era stata inviata il 4 luglio, Il Comune aveva poi precisato che lo stop sarebbe stato relativo solo alla presentazione delle offerte. Ma Italiana Costruzioni potrebbe aprire una vertenza legale pesantissima, invocando il rispetto della gara pubblica avviata. L'assessore all'Urbanistica, Ilaria Segala, ci aveva spiegato che«il problema è complesso e ha sicuramente delle ricadute anche sul piano legale». E la riunione di giunta fissata per oggi discuterà probabilmente anche di questo, oltre che delle variazioni di bilancio, parlando magari anche di quale destinazione dare a Castel San Pietro, che doveva ospitare quel Museo di Scienze Naturali che ora invece parrebbe destinato ad andare all'Arsenale, quando questo sarà restaurato a spese del Comune.