Via ai lavori grazie alla famiglia Natta Pesenti. Al posto dei magazzini il nuovo ingresso su piazza Cittadella E' il «più amato dai Bergamaschi», con le sue 77 mila viste nel 2016, ma attraversando piazza Cittadella non si avverte la presenza del Caffi. Grazie a una donazione dell'associazione Amici del museo di scienze naturali, il Comune punta a invertire la tendenza. «Oggi l'entrata è angusta spiega l'assessore alla Cultura, Nadia Ghisalberti , non ha la forza di invitare i passanti a scoprire la collezione». Verranno ripensati i primi passi dentro al museo, ristrutturando tre stanze che oggi funzionano da deposito, sulla destra dell'ingresso attuale. Al posto di polvere e scatoloni, strariperà la luce di quattro vetrine aperte sulla piazza. L'altra parete, il fondale, connetterà idealmente gli ambienti con un rivestimento di legno. Il nuovo ingresso sorgerà accanto alla Porta dell'Orologio che conduce su piazza Mascheroni. La porta a vetri, segnalata da un'insegna verticale della stessa altezza, si troverà in corrispondenza della passerella diagonale dove sciamano i pedoni. L'obiettivo è non passare inosservati. «Ora il museo diventa aggressivo dice il direttore Marco Valle . Non sarà più relegato al primo piano, ma si affaccerà sulla piazza con un aperitivo di ciò che si vedrà sopra». Il primo locale ospiterà un desk per le informazioni e gli armadietti del guardaroba. Nella seconda sala ci sarà la biglietteria: il bancone custodirà vani con reperti di pregio, oggi, e in futuro il merchandising del museo. L'ultimo spazio servirà per riunire i gruppi prima della salita dello scalone, che verrà tirato a lucido pulendo la pavimentazione e sostituendo le lampade. Il vecchio portone andrà in pensione (ancora in servizio solo per l'accesso dei disabili) e diventerà una grande finestra. Aprirà uno scorcio sul muro, immacolato, ai piedi della scalinata. Il sogno, per ora solo tale, è di farne uno schermo su cui proiettare filmati visibili anche dalla piazza. Di sera, le luci resteranno accese con l'intenzione di proporre anche «notti al museo». Il cantiere partirà dopo l'estate, per concludersi entro Natale. L'associazione Amici del museo ha coperto interamente il costo dei lavori (si parla di alcune centinaia di migliaia di euro). Arrivano da una donazione della famiglia Natta Pesenti, in memoria di Franca, scomparsa nel 2015. È a lei, uno dei volti storici dell'associazione (di cui fui presidente per 6 anni), che verrà dedicato quel lungo corridoio verso il tesoro del Caffi. Un omaggio «a ricordo della sua passione», dice Giorgio Perolari, presidente dell'associazione. «Speriamo sia l'inizio di una fase di rinnovamento per il museo, che l'anno prossimo compirà cent'anni continua Perolari . Gli oneri, però, non possono essere accollati solo ai privati». Si chiede al Comune di rinnovare almeno l'impianto di climatizzazione. «Il 2018 sarà l'anno del Caffi: festeggeremo alla grande», promette la Ghisalberti, che legge l'ampliamento come «l'inizio del rilancio di piazza Cittadella, presto libera dalle auto». Adesso i turisti finiscono per oltrepassare il museo: sfilano inconsapevoli lungo i binari della Corsarola. Solo le classi di scolari tengono in vita il rito che ha reso quel mammut un crocevia per intere generazioni di bimbi, la tappa fissa d'ogni giro in Città Alta. Rompere il gap, che vede diradarsi le visite in proporzione all'età, è il cruccio del direttore Valle: «Tutti vengono qui, ma solo da piccoli». Se i figli sono già fra i fedelissimi, il sogno della «rinascita» è far luccicare gli occhi anche ai genitori, con un luogo più vivo e partecipato.