SANT'ANNA DI STAZZEMA - Non più un centro di accoglienza ma una Fabbrica dei Diritti. Il sogno del sindaco Maurizio Verona è quello di realizzare la scuola della pace nel Parco Nazionale di Sant'Anna, ultimare i lavori alla struttura pubblica, ma costruire anche un anfiteatro esterno. Stazzema ha chiesto alla Regione Toscana, sulla base di un progetto preliminare, cinquecentomila euro. Intanto a fine estate partiranno i lavori per rimettere in sesto il tetto, rovinato dalla tempesta di vento del 5 marzo 2015. A quel punto l'edificio sarà già fruibile.«Se il Museo della Resistenza raccoglie la storia e le vicende di Sant'Anna, il centro di accoglienza - ha spiegato il primo cittadino Verona - chiamato la Fabbrica dei Diritti sarà la scuola della pace dove promuovere i valori significativi del Parco».Tra il dire e il fare c'è però in mezzo una situazione di stallo che va avanti da oltre dieci anni. Basti pensare che il centro di accoglienza fu concepito, e i lavori iniziarono, nell'era del sindaco Lorenzoni. Ma forse oggi siamo ad una fase di sblocco, grazie ai fondi intercettati dalla giunta Verona e quelli che potrebbero ancora arrivare dalla Regione.«Ci sono 160 mila euro già in disponibilità della Soprintendenza dei beni culturali di Lucca per ripristinare i danni subiti dall'immobile con la tempestadel 5 marzo di due anni fa, soprattutto alla copertura, che hanno causato infiltrazioni all'edificio» dettaglia il primo cittadino di Stazzema. È stato garantito che inizieranno a fine estate per concludersi entro l'anno.In questi mesi intanto il centro di Sant'Anna è stato oggetto di un allestimento interno (65 mila euro), relativo ad attrezzature che serviranno per mostre permanenti e itineranti, e a parte dell'arredo. «Altre risorse - prosegue Verona - saranno dirottate per la realizzazione di un archivio digitale, con tre postazioni dalle quali sarà consultabile, sul quale sarà raccolto materiale riguardante indagini antifasciste e sulla resistenza in Toscana».Il Comune affiderà un incarico scientifico ad un professore di storia con una convenzione con l'Istituto storico della Resistenza di Lucca. A questo punto - rimesso in sesto il tetto - il centro sarà completo all'ottanta per cento. È composto da un piccolo spazio adibito al ristoro («ma non al pernottamento», ha specificato il sindaco rispetto alle idee percedenti), due sale conferenze, di cui la sala Europa, una sala mostra espositiva, infine altri spazi espositivi e permanenti. Il vero fiore all'occhiello potrebbe diventare l'anfiteatro esterno, con 250 posti a sedere. «È un po' un libro dei sogni - dice Verona - ma su richiesta della stessa vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, venuta a Sant'Anna per un sopralluogo, abbiamo chiesto un finanziamento sulla base di un progetto di fattibilità che include l'abbattimento delle barriere architettoniche esterne, il completamento del terzo piano dell'edificio e la riqualificazione dell'area esterna con la previsione di un anfiteatro».