I visitatori crescono di oltre 2 milioni rispetto al 2016. Più 17 per cento gli incassi ROMA. Buone notizie per i beni culturali: i dati del primo semestre 2017 diffusi dal Mibact registrano un aumento dei visitatori in musei, monumenti e aree archeologiche di oltre 2 milioni, pari al 7 in più, rispetto ai primi sei mesi del 2016. E una crescita degli introiti del 17. I più visitati restano luoghi simbolo come il Colosseo, Pompei o gli Uffizi, ma registrano dinamiche positive anche le realtà più piccole. Bene la Campania, che oltre a Pompei può contare sulle performance positive di Capodimonte e della Reggia di Caserta. A Roma migliorano, tra gli altri, Castel Sant'Angelo, il Pantheon e la Galleria Nazionale di Arte Moderna. Al Sud buoni numeri in particolare per il Museo archeologico di Taranto, in Toscana per il Bargello e Boboli. A Milano cresce Brera, e lo stesso vale per i Musei reali di Torino e il Miramare di Trieste. L'Ufficio Statistica del Ministero dei Beni Culturali ha fornito dati dettagliati: in totale gli ingressi da gennaio a giugno sono stati 23.213.288 (dunque oltre 2 milioni in più rispetto al 2016). Mentre sono stati incassati tra gli 88 e gli 89 milioni. Al primo posto tra le regioni con più visitatori figura il Lazio: oltre 10 milioni di presenze (2,23) e oltre 36 milioni di incassi (14,7). La Campania è seconda: oltre 4 milioni di ingressi (15,4) e introiti tra i 19 e i 20 milioni (17,6). Terza è la Toscana: oltre 3 milioni i biglietti (11,7) e più di 16 milioni gli incassi (17,1). Tra le regioni più dinamiche per aumento di visitatori: Liguria, Veneto e Friuli Venezia- Giulia. Mentre Umbria, Marche e Abruzzo hanno risentito degli effetti del terremoto e dunque hanno un segno negativo. Per il ministro Dario Franceschini, «i luoghi della cultura statali si apprestano a registrare un'altra annata da record. La rivoluzione museale continua a produrre i suoi frutti e dimostra quanto fosse corretto dare autonomia ai musei, dotandoli di una direzione, un bilancio, un consiglio di amministrazione e un consiglio scientifico. Tutto questo ha permesso una decisa innovazione della gestione con risultati immediati, a partire da una maggiore presenza digitale».