consigliere nazionale di Italia Nostra Gli organi di informazione riferiscono di un fronte del fuoco sul Vesuvio di circa duemila metri, ma gli effetti nocivi riguarderanno territori distanti decine e decine di chilometri. Non è andata a fuoco solo la vegetazione: si parla ora di roghi tossici e anche su questo un chiarimento in sede parlamentare sarebbe utile. Il territorio vesuviano, e più specificamente quello a partire dalle zone alte del Parco nazionale del Vesuvio è caratterizzato da una sempre più scarsa presenza dello Stato, che ha permesso di consolidare l'assenza di controllo di territori storicamente afflitti da discariche abusive di rifiuti, attività abusive di escavazione, abusivismo edilizio cronico e perenne con l'omessa definizione da parte dei comuni di migliaia di istanze di condono edilizio quasi totalmente improponibili soprattutto per l'assoluta incompatibilità con il vulcano oltre che per motivi paesaggistici, sotto l'occhio inerte della Regione Campania. Finanche il piano del Parco del Vesuvio si pone tuttora in contrasto con il piano paesistico, prevedendo edificabilità alberghiera dentro le cave, invece assolutamente vietata dalla pianificazione paesaggistica redatta dal ministero per i Beni culturali che nel 1992 "commissariò" la Regione Campania inadempiente. Contrasto che sarà superato per legge se passa pure la norma sui Parchi in discussione alle Camere che vedrebbe i Piani parco prevalere sui Piani paesaggistici.