LA Regina Viarum suscita di nuovo allarme. Come denunciato da Rita Paris su Repubblica di ieri l'altro, i gioielli archeologici dell'Appia Antica in mano ai privati in molti casi non sono adeguatamente tutelati. E sull'annosa questione, alla denuncia della direttrice del Parco archeologico si aggiunge la presa di posizione di Mario Tozzi, presidente del Parco naturale regionale dell'Appia Antica. Al Mibact le competenze archeologiche, al parco regionale il controllo naturalistico. Spesso questa distinzione provoca conflitti. «Il Parco regionale va difeso, non attaccato. Se non fosse stato creato, per dare corpo almeno in parte al progetto di Cederna, avremmo oggi, per esempio, Villa dei Quintili e Santa Maria Nova come due entità separate. Rendendo fruibile il territorio, noi permettiamo al pubblico di muoversi liberamente all'interno del parco e ammirare i tesori archeologici. Senza il nostro lavoro, tra un monumento e l'altro ci sarebbe una giungla inaccessibile. Il contesto che accoglie i beni archeologici è dunque decisivo. «Certamente. A questo proposito, mi domando perché l'Appia Antica non sia ancora chiusa al traffico di attraversamento. Le migliaia di pedoni e ciclisti che ogni giorno attraversano il parco rischiano spesso di essere investiti da auto e moto che sfrecciano a oltre cento all'ora». Rita Paris, direttrice del parco archeologico, ha lamentato una mancanza di collaborazione da parte dell'ente da lei presieduto. «Stupisce questo rimprovero da parte di Rita Paris. Mi fa piacere ricordare che proprio il sottoscritto ha voluto inserire un funzionario del Mibact nel consiglio direttivo del Parco regionale. Ma d'altra parte è giusto che ognuno rispetti le competenze dell'altro. Non è nostro compito tutelare i beni archeologici: mentre è nostro specifico dovere tutelare il parco dell'Appia Antica dal punto di vista naturalistico ».