«SONO felice di essere qui, dopo la tempesta dalla quale siamo usciti. Ci siamo molto preoccupati per le sorti di questo direttore che sta lavorando benissimo. Mi pare che Giulierini stia facendo un lavoro straordinario». Dario Franceschini ha appena chiuso la cerimonia di presentazione della statua marmorea di "Zeus in trono" nella sala 91 al secondo piano del Museo arcehologico: accanto a lui il direttore Paolo Giulierini. Uno dei primi a vederla nella sua nuova location è proprio il ministro dei Beni culturali, arrivato appositamente per ammirarla. è la prima visita di Franceschini dopo il reintegro di Giulierini alla direzione. «È un onore per me essere qui dice il ministro la statua è un motivo d'orgoglio per le nostre politiche diplomatiche e per gli investigatori che sono riusciti a ritrovarla dopo una lunga indagine ». "Zeus in trono" è accolto con una cerimonia nella sala del Toro Farnese. A fare gli onori di casa c'è Giulierini: «È un onore per noi dichiara- accogliere la statua al Mann, luogo simbolo dell'archeologia in Campania e virtuoso esempio internazionale di tutela dei beni culturali». «L'opera annuncia Franceschini resterà a Napoli definitivamente: da sempre la politica del ministero è riportare i reperti trafugati nel loro luogo di origine». Lunga e affascinante la storia dello "Zeus in trono", rubato a fine anni Ottanta e finito nel 1992 al Getty Museum. Alta 74 centimetri, risalente al I secolo, la statua era forse in una villa patrizia nella zona flegrea. È rimasta sommersa in mare. A raccontarlo sono gli artefici del suo ritrovamento, ospiti dell'evento al Mann: dai procuratori Nunzio Fragliasso e Vincenzo Piscitelli, al generale Fabrizio Carrarini, comandante della Guardia di Finanza in Campania, fino al colonnello Paolo Compagnone, a capo del nucleo di Polizia tributaria a Roma e il tenente colonnello Luigi Smurra, che ne dirige il Gruppo tutela mercato beni. Le indagini sono iniziate proprio nella capitale nel 2012, dopo il rinvenimento dei finanzieri di un frammento marmoreo a Bacoli, in un sito poi sottoposto a sequestro. «Da un reperto grande poco più di un sasso - spiega Compagnone - grazie alle ricerche scientifiche con l'archeologa Daniela Rizzo e della soprintendenza, si è capito come il frammento fosse compatibile proprio con la statua di Zeus, dato che è una parte del lato destro dello scranno». Il Getty ha restituito spontaneamente l'opera, durante una cerimonia al consolato generale d'Italia a Los Angeles, «confermando il lungo rapporto di amicizia che lega quell'istituzione al ministero dei Beni culturali»,dice Fragliasso. La cerimonia di presentazione nello stesso giorno in cui si sono augurati i nuovi laboratori di restauro del museo, operativi già da lunedì, sotto la direzione di Luigia Melillo. Oggi alle 10 è attesa una rappresentanza del Mann anche a Giffoni, per la presentazione dei suoi spot cartoon curati dal progetto Obvia.