L'ex soprintendente: «Chiederò lumi alla Corte dei Conti» NAPOLI. «Ho sempre controllato con la massima diligenza tutto ciò che avrei dovuto controllare anche se non so con precisione cosa la Corte dei Conti mi contesta. Posso dire però che ho tutti i documenti che dimostrano ciò che dico». Nicola Spinosa, ex Soprintendente ai beni culturali è finito due giorni fa nel mirino della magistratura contabile per un danno all'erario di otto milioni di euro in concorso con Guido Savarese, amministratore delegato delle aziende che si occupavano della riscossione dei biglietti, e delle due società che avevano la concessione per la vendita, ovvero la Mondadori Electa e l'associazione Civita. Secondo la Guardia di Finanza, che ha condotto le indagini delegate dal pm Francesco Vitiello, Spinosa non avrebbe controllato le due società, che avevano l'obbligo di versare 8 milioni di euro al Polo Museale, così come previsto da una legge del 1997 che punta al reinvestimento dei soldi incassati per le mostre in attività di promozione culturale. «A parte che non mi risulta che ci siano contratti che stabiliscono i versamenti - sottolinea Spinosa - ma supponiamo che non lo ricordassi e che esistesse l'accordo. Le società avrebbero dovuto versare queste somme solo dopo aver coperto le spese necessarie per allestire la mostra stessa.Abbiamo fatte tantissime di mostre ma non ricordo che abbiamo avuti incassi milionari tali da superare le spese», dice Spinosa. «Io sono a Maiorca da una settimana perché sto scrivendo un libro su Solimena e molti dei suoi quadri sono qui. Sono stato avvertito dell'indagine dai giornalisti, ma lunedì rientro a Napoli e chiederò alla Corte dei Conti degli addebiti contestatemi». Sorride amaro invece quando si chiede il motivo per il quale una indagine che poteva essere avviata almeno sette anni fa, e che riguarda la gestione da lui retta dal 2001 al 2008, sia partita solo adesso: «Non è strano?».