I sindacati non vogliono che sia la Scala a gestire gli Arcimboldi e, soprattutto, non vogliono che la Scala diventi, secondo la definizione del sindaco, «un agente contrattuale», colei, cioè che dovrà indire la gara ;per trovare chi gestirà per un anno il teatro della Bicocca. «La Scala deve pensare alla Scala attaccano i sindacati ed è pure una questione di immagine. La Scala non fa da intermediario immobiliare». La decisione toccherà al cda». Incontro con il sindaco. «Il Piermarini non deve fare l'agente contrattuale». Zecchi: c'è chi lavora per il tanto peggio, tanto meglio I lavoratori: la Scala non si deve occupare degli Arcimboldi Stop alla gestione da parte della Scala agli Arcimboldi. Lo chiedono i sindacati che ieri hanno incontrato il sindaco, Gabriele Albertini. E, soprattutto, chiedono che la Scala non agisca come «agente contrattuale», secondo la definizione del sindaco, nei confronti del privato che dovrà gestire il teatro della Bicocca per un anno. Posizioni agli antipodi. Albertini torna alla carica. La giunta, pochi giorni fa, ha deliberato la proroga per un anno della gestione degli Arcimboldi da parte della Scala. H compito del Piermarini si dovrebbe limitare a bandire una gara per trovare chi gestirà il teatro per un anno. L'offerta c'è già. E come ieri ha confermato Albertini ai sindacati arriva da una grande organizzazione di spettacoli internazionale. È Stage Holding, una costola dell'Endemol, la società proprietarìa del format del Grande Fratello. Un operatore che lavora con gran parte dei teatri milanesi che, a questo punto, diventerebbe proprietaria pro tempore dì un teatro. Un vero terremoto. Ma la preoccupazione dei sindacati è un'altra. «La Scala non deve avere niente a che fare con gli Arcimboldidicono Bruno Cerri della Cgil, Renato Zam-belli della Cisl e Domenico Dentoni della Uil . n rischio è quello che la Fondazione Scala si possa trovare con il cerino in mano, invischiata nella gestione degli Arcimboldi, quando c'è invece una stagione al Piermarini molto impegnativa e piena. La Scala deve pensare alla Scala»- H timore neanche troppo nascosto è che la gara, con gli inevitabili ricorsi, faccia ricadere il peso della costosa gestione degli Arcimboldi sulla Scala. La speranza dei sindacati è di trovare un alleato nel sovrintendente Stephane Lissner, che già in occasione della presentazione della nuova stagione scaligera aveva sottolineato «che il nostro compito è quello di restare concentrati sulla Scala». La decisione finale spetterà al cda della Fondazione Scala. E anche in tempi brevi, visto che il Comune vuole aprire gli Arcimboldi al pubblico già a partire da fine settembre. «Non vorrei che qui si lavorasse secondo il concetto del tanto peggio, tanto meglioattacca l'assessore alla Cultura, Stefano Zecchi . Mi auguro che questo non accada e anche l'opposizione capisca che non è il caso di far questo tipo di politica, fare il bene della Scala facendo il male degli Arcimboldi». Ma l'opposizione ribadisce che la questione Arcimboldi è stata gestita male fin dall'inizio. E che bisognava trovare una soluzione non sulla spinta dell'emergenza: «Non vogliamo fare i grilli parlanti attacca Emanuele Fiano, capogruppo dei Ds , ma noi l'avevamo detto un anno prima della crisi della Scala. La Adamo aveva chiesto quale sarebbe stato il futuro degli Arcimboldi. Ma dal sindaco non è arrivata nessuna risposta. E adesso ci ritroviamo con il disagio di tutto il mondo culturale di Milano».