Il sindaco Martines: partiamo dallo stanziamento di cinque, ma ne servono molti altri per tutte le fortificazioni. Tra i primi obiettivi dell'amministrazione, la nomina di un commissario per accelerare l'iter dei lavori PALMANOVA. L'Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell'Umanità la città fortezza di Palmanova e chiede alla comunità di conservare e valorizzare tale patrimonio. Da qui una serie di azioni che il Comune ha già avviato in passato e che puntano proprio a tale scopo. Ma servono fondi. «Conservare il patrimonio richiede denaro esordisce il sindaco Francesco Martines e i soldi non piovono dal cielo. Ma non partiamo da zero. Partiamo da un protocollo firmato dal Ministro ai beni culturali Franceschini, dalla presidente della Regione Serracchiani e da me, nel marzo 2016, che ha portato già lo Stato a stanziare 3 milioni di euro e la Regione a metterne altri 2. Le opere fortificate della città tuttavia richiedono cifre ben maggiori, si parla di circa 50-60 milioni di euro. E infatti il protocollo evidenzia la necessità di un piano pluriennale di interventi, data proprio l'ampiezza del patrimonio da conservare». Il primo obiettivo. L'obiettivo è arrivare a degli stanziamenti che si susseguano, anno dopo anno, in modo da riuscire, nell'arco di un decennio, a intervenire su tutte le opere di fortificazione. «I soldi poi prosegue il sindaco non si possono spendere dalla sera alla mattina, con i tempi della burocrazia in Italia e con quelli necessari per le progettazioni... Per questo abbiamo già chiesto che si individui la figura di un commissario che si dedichi nello specifico a quest'obiettivo e riesca ad accelerare le procedure». Martines prosegue evidenziando che proprio per i tempi con cui si passa dallo stanziamento dei fondi al loro impiego concreto, è necessario che vi sia un programma pluriennale di finanziamenti in modo da poter avviare un percorso che, tra progettazioni e avvio dei lavori, affronti anno dopo anno tutte le problematiche di conservazione e di valorizzazione, presenti nella città stellata. I cinque milioni di euro già stanziati saranno spesi, in accordo con la Soprintendenza, sul tetto della caserma Filzi, sulla polveriera Barbaro, su lunette, poterne, gallerie e, in genere, sulle mura. «Il protocollo prosegue inoltre Martines prevede già il coinvolgimento, oltre che dello Stato e della Regione, anche della comunità europea. Ora, ancor più forti grazie al riconoscimento ottenuto, cercheremo anche in quella sede i canali appropriati. Ma continueremo a lavorare sulla scia lungo la quale ci stiamo muovendo da tempo. Non è che ci siamo montati la testa per l'inserimento della World Heritage List: stiamo proseguendo su una strada tracciata che ci auguriamo, con il riconoscimento ottenuto, si spiani ulteriormente e ci porti alla meta». Gli interventi. Dove dovrebbero essere impiegati i 60 milioni di euro cui fa riferimento il sindaco? Il conto è presto fatto. Si parte dalla cinta muraria e bastionata che, da sola, richiederebbe un investimento di 30 milioni di euro. Per la caserma napoleonica Filzi ne servirebbero circa 4, per la sua "gemella" Gamerra altri 3, per la polveriera napoleonica di contrada Barbaro mezzo milione circa, per la caserma Piave 4 milioni, per porta Udine 1,5 milioni. Sarebbero poi urgenti interventi sulle lunette napoleoniche (sei quelle su cui si deve agire per circa 3 milioni di euro), sui rivellini, sulle logge (altri 3 milioni), sulle gallerie (3 milioni), su porta Aquileia (un altro milione e mezzo), sull'Arsenale di borgo Aquileia, vale a dire la parte storica della caserma Montezemolo (circa 6 milioni di euro). Il totale di circa 60 milioni di euro è così raggiunto. I numeri. D'altronde Palmanova è una fortezza, con numeri da capogiro. La prima cinta fortificata è costituita da 9 baluardi collegati dalle cortine, una struttura muraria lunga 5500 metri e alta mediamente 10 metri, e da un fossato diù 4 km. Aldilà del fossato si trova il muro di controscarpa per una superficie complessiva di 16.000 mq. La seconda cerchia muraria, risalente sempre al periodo veneto, conta 9 rivellini con altezza variabile dai 4 agli 8 metri per una superficie complessiva di 15.000 mq. La terza cerchia muraria (di inizi 1800) comprende le lunette napoleoniche, costruzioni con uno sviluppo lineare di circa 330 metri e una superficie di 20.800 mq. Considerando anche la spianata, la superficie complessiva è di circa 1,5 milioni di mq. A questo patrimonio si aggiungono le gallerie per una lunghezza di oltre 4 km.
Messaggero Veneto - Giornale del Friuli
12 Luglio 2017
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MO
Monica Del Mondo
Messaggero Veneto - Giornale del Friuli
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Bene culturale
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