SARÀ APERTA AL PUBBLICO LA CASA-MUSEO E LA STRAORDINARIA RACCOLTA D'ARTE DI CERRUTI FRANCESCO Federico Cerruti, imprenditore di Rivoli innamorato dell'arte, ha acquistato nella sua vita una straordinaria quantità di opere, dai fondi oro del Duecento, al Novecento pittorico, fino ai lavori di Alberto Burri e Giulio Paolini. Scomparso nel 2015, dopo avere creato la Fondazione FC per l'arte poi divenuta Fondazione Francesco Federico Cerruti per l'Arte ha espresso la volontà di tenere unita la collezione con il suo allestimento originario e di condividerla con la collettività. Le opere resteranno dunque nella sua abitazione, destinata a divenire una casa museo, a pochi passi dal Castello di Rivoli, di cui entreranno in un certo modo a fare parte. L'importante operazione sarà presentata il prossimo 7 luglio nella Manica lunga del Castello, alla presenza di Carolyn Christov-Bakargiev, direttore di quel museo e della Gam, e delle presidenti del Museo di Rivoli Daniela Formento e della Fondazione Cerruti Andreina Cerruti. Tra i relatori l'avvocato Paolo Emilio Ferreri, amico del collezionista scomparso, lo storico dell'arte Salvatore Settis, la soprintendente Luisa Papotti, la capo curatrice di Rivoli Marcella Beccaria, il filosofo Maurizio Ferraris, la storica Cristina Accornero, insieme con il curatore e archivista del Paul Getty Museum di Los Angeles Pietro Rigolo. Con loro gli architetti Armando Baietto e Giusi Rivoira, che si occuperanno dei lavori di adeguamento della casa museo. Più che una presentazione, sarà un'occasione per riflettere sul concetto di raccolta d'arte, in riferimento anche al "tempo" e al rapporto che un uomo dei nostri giorni ha intrattenuto attraverso l'arte con il passato. In una fase in cui i grandi musei di arte antica, dall'Ermitage al Metropolitan, creano nuove sezioni per aprire all'arte di oggi, al Castello di Rivoli si compie dunque un processo inverso. Il primo museo del contemporaneo nato in Italia, inaugurato nel 1984, tempio dell'Arte Povera ma anche delle più recenti creazioni, apre le porte anche all'arte antica, addirittura ai fondi oro.