Mantova e Sabbioneta, uffici appositi per stanziamenti statali e regionali Non avevano un Campanone da far suonare, ma sono diventate Patrimonio dell'Umanità molto prima delle Mura. Mantova e Sabbioneta, promossi insieme nel 2008, possono essere un esempio di come cambino le cose dopo la promozione. A Mantova l'Ufficio Unesco, creato per la candidatura, è rimasto per seguire i progetti collegati. «Per esempio quelli della Legge 77, in base alla quale lo Stato eroga stanziamenti ai beni Unesco italiani spiega la coordinatrice Susanna Sassi . Vanno usati solo per progetti di valorizzazione o didattica. Con 100 mila euro abbiamo eseguito uno studio del centro storico durato tre anni, che avrà anche ricadute pratiche: servirà come progetto preliminare per i lavori in zona. Ma abbiamo anche organizzato attività con le scuole che hanno un grande successo. E potremo accedere anche agli 800 mila euro che la Regione distribuirà tra i siti Unesco lombardi con la nuova legge di riordino. Gli abitanti del centro erano preoccupati perché temevano nuovi vincoli. Non è stato così, anche se abbiamo dovuto ingaggiare una battaglia legale per spostare la localizzazione di un supermercato. Ma per chi governa la città ci sono comunque più responsabilità. E bisogna stare attenti, perché basta un progetto sbagliato per uscire dall'elenco: è successo a Dresda, espulsa dopo avere realizzato un ponte». A Sabbioneta, smagliante «città ideale» rinascimentale ma con soli quattromila abitanti, è il sindaco ad avere la delega Unesco. «Non abbiamo visto un grosso aumento del turismo ma noi abbiamo problemi di collegamenti: è difficile arrivare qui spiega Aldo Vincenzi . Anche per questo stiamo lavorando perché il denaro della legge statale possa essere utilizzato per le infrastrutture. Da quando siamo nella lista Unesco la Soprintendenza ha istituito una serie di vincoli che prima non c'erano. Ora abbiamo difficoltà a realizzare un parcheggio, anche se è al di fuori del centro storico, e bisogna trovare una mediazione. Ma è uno stimolo in più per tutelare un patrimonio unico».