Le Mura di Bergamo, Peschiera e Palmanova sono state dichiarate patrimonio mondiale dell'Unesco, dopo dieci anni di sforzi per promuovere la candidatura che comprende anche le fortificazioni veneziane di Sebenico e Zara (entrambe in Croazia), e Cattaro (Montenegro), ma il vero lavoro inizia adesso. Così suggerisce il ministero dei Beni culturali alle città coinvolte: considerare il momento dell'iscrizione come l'inizio di un percorso, non la fine. A Palazzo Frizzoni c'è consapevolezza su questa responsabilità. E per non perdere nemmeno un minuto, è già in programma un vertice a Bergamo insieme alle città coinvolte nel progetto. L'obiettivo è scrivere insieme le regole su come gestire il sito seriale e transnazionale. Più che un traguardo, un punto di partenza. Le Mura di Bergamo, Peschiera e Palmanova sono state dichiarate patrimonio mondiale dell'Unesco, dopo dieci anni di sforzi per promuovere la candidatura che comprende anche le fortificazioni veneziane di Sebenico e Zara (entrambe in Croazia), e Cattaro (Montenegro). Ma il vero lavoro inizia adesso. Così suggerisce il ministero dei Beni culturali alle città coinvolte: considerare il momento dell'iscrizione come l'inizio di un percorso, non la fine. Il vertice La delegazione bergamasca andata a Cracovia, in Polonia dov'era riunita l'Assemblea generale dell'Unesco , è rientrata in città consapevole che non c'è neanche un minuto da perdere. «Ci rendiamo conto di cosa significhi mettere insieme un sito transnazionale dice il dirigente del Comune Giovanni Cappelluzzo, che ha seguito il progetto dall'inizio . Il prima possibile ci troveremo a Bergamo (capofila del progetto e sede del segretariato, ndr ) insieme ai rappresentanti delle altre città coinvolte per scrivere le regole su come gestire il sito seriale». Un primo vertice, che riunisca almeno le città italiane coinvolte, potrebbe tenersi entro la fine di luglio. Il retroscena Da un paio di mesi a Palazzo Frizzoni c'era ottimismo sul progetto Unesco. Merito del parere positivo che era arrivato da Icomos, il Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (un ente di valutazione dei progetti di candidatura). Ma il percorso ha avuto anche qualche intoppo. Per due volte si è temuto il peggio. Una volta, a luglio del 2015. «C'era il problema del Montenegro, che aveva cambiato il governo e aveva rallentato la produzione del dossier ricorda Robi Amaddeo, consigliere delegato per il progetto Unesco . Il 15 luglio, io e il sindaco Giorgio Gori siamo stati a Roma, al ministero, che ci ha imposto la consegna del dossier da mille pagine entro la fine del mese. Abbiamo garantito che ce l'avremmo fatta e così è stato». L'altro intoppo è più recente. «A gennaio di quest'anno dice Amaddeo Icomos ci ha detto che la candidatura non era completa: mancava la parte sulla Grecia e su Ciprio, che era stata stralciata nel 2012 per i problemi economici e politici dei due Paesi. Noi abbiamo spiegato che avevamo scelto 11 fortezze (poi ridotte a sei da Icomos, ndr ) perché ognuna era diversa dall'altra e ciascuna rappresentava una tipologia di opere di difesa». Si è rischiato di dover rimandare la partita. «Al telefono da Parigi spiega Amaddeo Gori ha insistito perché si proseguisse, senza rimandare, perché noi eravamo dalla parte della ragione, non dovevamo mollare. La determinazione del sindaco è stata fondamentale per riuscire ad arrivare subito fino in fondo». La valorizzazione L'obiettivo, da adesso in poi, è valorizzare il bene le Mura e ciò che sta intorno. «La valorizzazione spiega Amaddeo che nell'ultimo anno ha visitato 15 siti Unesco, da Matera a Castel del Monte è il diritto di ognuno nel mondo di conoscere quel luogo». Ora si deve trovare la chiave giusta per aprire le Mura al mondo. Il dossier presentato all'Unesco contiene un piano di gestione con le tappe da percorrere. Dall'eliminazione delle auto dalle principali piazze di Città Alta (come piazza della Cittadella) all'apertura di altre cannoniere, dal restauro di Porta Sant'Alessandro alla sistemazione del castello di San Vigilio, a cui va trovata anche una destinazione d'uso. C'è poi l'aspetto turistico su cui lavorare, per spostare il target verso un turismo culturale. «Il piano di gestione dice l'assessore alla Cultura, Nadia Ghisalberti va rafforzato: andrà per esempio intensificata la manutenzione del bene, anche se è già buona. Sarebbe interessante pure rafforzare i rapporti culturali con le città coinvolte ed estendere il progetto anche alla Grecia e a Cipro. Bisogna poi creare un centro studi internazionali sulle Mura e la Fondazione Bergamo nella Storia, con il Museo del Cinquecento, è l'ente adatto». Il commercio Apprezzamenti per il riconoscimento arrivano anche da Ascom e Confesercenti, che parlano di potenzialità da sfruttare al meglio. «Tra i primi passi da compiere dice Elena Fontana, presidente di Confesercenti Bergamo c'è la realizzazione di nuove infrastrutture. In particolare il parcheggio sotto l'ex parco faunistico, che andrà completato in tempi rapidi».